Cosenza, rimpasto di giunta: Occhiuto pensa a due degli ex magnifici 6

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Ci siamo, i tempi sono maturi per un primo necessario rimpasto della giunta Occhiuto. Dopo le sfuriate a nonna, subito rientrate, dei magnifici sei, si fa sempre più strada l’ipotesi che almeno due di loro saranno chiamati da Occhiuto a rivestire la carica di assessore. Ma chi degli ex magnifici sei sarà nominato? E soprattutto chi degli otto assessori sarà cacciato?

Nonostante le tante vave di Francesco De Cicco che ha sempre urlato ai quattro venti il suo deciso no ad un assessorato, perché non è questo quello che gli interessa ma solo il bene dei cittadini, resta comunque uno dei papabili.

La sua rinuncia alla candidatura alla Provincia, prima annunciata in pompa magna e poi ritirata, è un chiaro segnale di un raggiunto accordo con Occhiuto. Ora vedremo come si comporterà il consigliere De Cicco di fronte ad una sua possibile nomina, ricordandogli che durante la “disfida” con Occhiuto aveva fortemente ribadito che la sua lotta era solo di natura politica e non certo per un posto di assessore. De Cicco in tutte le sue esternazioni di quel periodo ha sempre negato di aver chiesto un assessorato come contropartita alla ribellione, raccontando addirittura un episodio in cui Occhiuto voleva nominarlo assessore e lui ha rifiutato. Vedremo la sua coerenza fino a quando regge.

Un altro papabile per una eventuale nomina è Michelangelo Spataro. Vecchia volpe della politica locale che della diatriba tra gli ex magnifici sei e Occhiuto, è stato l’ideatore. Anche lui come De Cicco ha sostenuto che la battaglia con Occhiuto è sempre stata improntata sul rispetto del programma e non sulle nomine. Dice che lui non ha interessi privati da portare avanti e che mai accetterebbe una nomina da assessore come forma di baratto politico. A lui, come a De Cicco, l’unica cosa che gli interessa è il bene dei cittadini. Chi è realmente  Spataro, e di che  pasta è fatto, e quanto vere erano le sue parole, lo scopriremo tra poco.

C’è anche chi come Davide Bruno reclama, a differenza di De Cicco e Spataro che lo nascondono, dal primo momento il suo ex assessorato. Quello che chiede questo figlio di papà miracolato dalla politica clientelare è un incarico “fittizio” come il suo ex inutile assessorato della passata giunta Occhiuto. Un incarico che gli permetta di chiedere permessi dal lavoro, e di passare le giornate a bighellonare con i suoi amichetti, incassando ogni fine mese nu bellu stipendiu.

Per il poliziotto che voleva diventare presidente del consiglio, Francesco Spadafora, Occhiuto ha in serbo altro. Potrebbe usarlo come riserva nel caso De Cicco e Spataro si dimostrassero coerenti rifiutando (cosa impossibile) la nomina. Anche se Spadafora ha sempre detto di non voler fare l’assessore. Vedremo.

Antonio Ruffolo si commenta da se. Non ha pretese se non quella di poter fare ‘mmasciate liberamente e con una corsia preferenziale ai suoi elettori, cosa che Occhiuto gli ha subito concesso. E lui è contento così.

Quanto a Sergio Del Giudice, era stato accontentato con l’inserimento nella lista di Occhiuto alla Provincia ma ora, visto che il candidato presidente non c’è più, non sappiamo se potrà misurarsi o meno. In ogni caso, il sindaco quello che doveva fare l’ha fatto.

Ma chi esce dalla giunta per far spazio ai nuovi arrivi?

Di sicuro gli assessorati in bilico sono quelli più inutili: Padre Fedele, Vittorio Sgarbi, Matilde Spadafora.

La cosa più conveniente per Occhiuto sarebbe eliminare Padre Fedele che francamente non solo è inutile come assessore, ma produce anche molti danni. E poi Vittorio Sgarbi che è ancora più inutile di Padre Fedele. Fuori loro, dentro De Cicco e Spataro.

Qualora dovesse decidere per l’eliminazione della Matilde Spadafora che non si capisce che fa in Comune e cosa produce per i cittadini, la cosa potrebbe complicarsi per via delle quote rosa che non possono essere inferiori al 40% del totale della giunta. E siccome nei magnifici sei non ci sono donne, rimpiazzarla con uno di loro è impossibile. A meno che i sei non indichino una donna in loro vece.

Manca poco oramai a questa inevitabile decisione che Occhiuto dovrà, vuoi o non vuoi, prima o poi prendere.

E quando questo accadrà tutti capiremo la falsità di queste persone che in pubblico dicono di lottare per i cittadini, e sottobanco si conzano i conti correnti personali. Vedremo.

GdD