Cosenza, sanità corrotta: Campanella paga perché ha lasciato il Cinghiale?

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Più volte abbiamo scritto della vergognosa vicenda di Mario Campanella, il giornalista ché aspetta da tempo la stabilizzazione.

Conosciamo Mario, onestamente gli concediamo l’onore delle armi in quanto a capacità ma non lo amiamo di certo.
È stato per anni vicino al Cinghiale, che ha lasciato per passare con Occhiuto. Insomma, figuratevi come possiamo stimarlo per le sue scelte politiche.
Lo abbiamo difeso nei suoi diritti e in quanto vittima del sistema corrotto messo in piedi dalla politica.
Ora sta facendo uno sciopero della fame per essere immesso in servizio. Perché? Perché ha vinto delle cause, ha fatto un accordo con l’ASP rinunciando a un bel po’ di pila e poi l’Asp ha revocato la conciliazione lasciandolo col culo rotto e senza cirasi.
Un’ingiustizia galattica per la quale anche l’ex digì Gianfranco Filippelli è stato rinviato a giudizio.
La sua causa di lavoro ce l’ha il giudice Ferrentino, che dovrebbe decidere a giugno prossimo.
Ora, il suo legale, Katia Vetere, ha annunciato un ricorso di urgenza.
In una ASP dove fu stabilizzato Michele Fazzolari che si firmò da solo la delibera e in cui il responsabile delle risorse umane, Fra’ Remigio Magnelli da Varagine, risulta essere condannato per false stabilizzazioni, in una ASP che prova finanche a regalare 100 mila euro al pregiudicato Pietro Filippo, succede anche questo.
È la stessa ASP diretta da Raffaele Mauro, alias Faccia di plastica, che è un falso depresso (in barba a chi soffre davvero di depressione) e che non ha fatto appello contro se stesso nella causa decisa proprio dal giudice Ferrentino, che è la moglie di un medico successivamente trasferito.
È la stessa ASP che, caro Palla Palla vergognoso, stava assumendo 135 falsi precari assunti per voto di scambio in campagna elettorale.
Insomma, Campanella viene cacciato da Filippelli (!) con il prode Lauricella (capo dell’ufficio legale) che firma la conciliazione e poi dice che non era valida. Filippelli viene rinviato a giudizio. Ma il giornalista non immesso in servizio. E Oliverio tace. Giustamente, non ha interesse a mettere ordine e legalità.
Questa gente non ha capito che la ricreazione è finita. La crisi politica ed economica li spazzerà.
Ma nemmeno i magistrati silenti e compiacenti possono dormire sogni tranquilli.
Campanella forse paga il fatto di avere lasciato il Cinghiale, il padrone della sanità. E’ l’ipotesi più probabile e noi ci auguriamo che sia il giornalista stesso a poterlo dire con chiarezza non appena si sarà conclusa questa vicenda.
Ma che non sia in servizio è una ennesima sconfitta per il diritto.
Mentre i soldi dell’ASP vengono sottratti ai cittadini sofferenti per finire nelle tasche degli avvocati dei clan politici.