Cosenza, sanità corrotta: Perri sospeso, Scarpelli soltanto a metà: perchè?

Gianfranco Scarpelli alias Mozzarellone
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Lo avevamo scritto che li avremmo attesi al varco e così facciamo.

All’ASP di Cosenza sono tutti in grave difficoltà perché stanno prendendo schiaffi di malamorte da parte di un palese incompetente come il commissario Scura e finanche un burocrate grigio e anonimo come questo soggetto, finalmente riesce a sputtanare almeno un po’ della dilagante corruzione che si annida in quegli uffici.

Ma sono ancora più preoccupati per l’offensiva del Tribunale di Cosenza, che ha inflitto addirittura misure interdittive a due dei colonnelli del Cinghiale, al secolo Tonino Gentile: Antonio Perri e Gianfranco Scarpelli.

Le misure sono state adottate dal GIP Giuseppe Greco per la vicenda dei falsi precari assunti all’ASP pochi giorni prima delle elezioni regionali del 2014 dai due adepti del Cinghiale. Scarpelli nella funzione di direttore generale, Perri come responsabile del procedimento clientelare.

Proprio ieri il direttore generale dell’ASP Faccia di plastica, al secolo Raffaele Mauro, con un ritardo di una settimana, ha disposto nei confronti del dipendente Antonio Perri, in servizio quale direttore del Distretto sanitario Cosenza/Savuto, la sospensione cautelare dal servizio, con privazione della retribuzione, con decorrenza dal 5 gennaio.

Perri (poverino!) percepirà una indennità pari al 50% della retribuzione fissa mensile a titolo di assegno alimentare e gli assegni del nucleo familiare. Dovesse morire di fame non ce lo perdoneremmo….

Tutto ciò, appunto, considerato che in data 5 gennaio è stata trasmessa a mezzo PEC l’ordinanza con cui il GIP del Tribunale di Cosenza ha disposto nei confronti del dipendente Antonio Perri, dirigente psicologo in servizio quale direttore del Distretto sanitario Cosenza/Savuto la misura cautelare interdittiva della sospensione dell’esercizio del pubblico ufficio dal medesimo ricoperto all’interno di questa ASP per la durata di mesi dodici.

Tanto premesso, su proposta e conforme istruttoria del Direttore dell’Unità Operativa Centrale Ufficio Risorse Umane, Remigio Magnelli, formulata a seguito dell’istruttoria compiuta dalla struttura interessata, nonché della espressa dichiarazione di regolarità dell’atto resa dal dirigente preposto, che ha designato quale Responsabile del procedimento la dottoressa Fabiola Rizzuto, si è proceduto, appunto con una settimana di ritardo, a punire il colonnello del Cinghiale, classe 1954, originario di San Lorenzo del Vallo.

In seguito al provvedimento del GIP Giuseppe Greco, invece, Gianfranco Mozzarellone Scarpelli è stato interdetto dal ruolo di Direttore del dipartimento materno infantile.

Non si capisce perchè solo da direttore del dipartimento e non anche da direttore della Neonatologia all’ospedale dell’Annunziata, visto che l’interdizione dai pubblici uffici non è sicuramente per l’uno o per l’altro ma per entrambi.

C’è di più: la nomina di direttore del dipartimento materno infantile è una nomina inter aziendale, cioè il provvedimento di nomina va adottato contemporaneamente dall’ Azienda Ospedaliera e dall’ASP, per cui è il solito tran tran illegittimo su cui nessuno mette mai le mani. E poi, diciamolo pure, Scarpelli ha bisogno economicamente, visto che tutti i suoi traffici non gli consentono una vita agiata…

Ma vi rendete conto di quanto sono paraculi?