Cosenza, sanità corrotta: Petramala e soci condannati a maxi risarcimenti all’ASP

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Il direttore generale dell’ASP di Cosenza Raffaele Mauro, alias Faccia di Plastica, si trova in un grande imbarazzo dopo la sentenza della Corte dei Conti n. 274/2016 che vede sanzionati Franco Maria De Rose, Antonio Mascaro, Antonio Scalzo, Daniele Bellusci e Franco Lucio Petramala, in seguito alla segnalazione di danno del 9 settembre 2013 e del 29 novembre. 2013 del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Cosenza.

La Procura Generale della Corte dei Conti ha accertato il conferimento di incarichi dirigenziali alla dr. ssa Panno, all’avv. Giovanni Lauricella, all’avv. Carlo Baldini, all‘ing. Gennaro Sosto ed al dr. Remigio Magnelli. La Corte ha ritenuto, giustamente, che tali incarichi furono affidati senza la prevista autorizzazione regionale prevista dall’art. 16 della legge regionale n. 9 /2007 e senza alcuna procedura comparativa tra i possibili interessati al conferimento degli incarichi, cioè in modo arbitrario e, quindi, clientelare.

Pertanto i condannati sono stati ritenuti passibili di responsabilità erariale per aver agito con colpa grave, cagionando un danno al patrimonio aziendale pari a 520.333,50 euro, quale conseguenza dell’indebita corresponsione delle indennità dirigenziali. Pertanto, Petramala dovrà risarcire l’ASP per 149.539,00 euro; De Rose per 67.986,41 euro; Bellusci per 29.582,00 euro e Mascaro per 12.656,00 euro.

Gianfranco Scarpelli (che solo per il momento non trova posto in questa lista) andrà conseguenzialmente alla Corte dei Conti perché gli incarichi conferiti nel 2013 con la delibera 3.200 sono tutti illegittimi, per cui Mauro è obbligato, ora, a inviarli alla Corte dei Conti.

Faccia di Plastica verrà ricordato come il peggior direttore generale di sempre: è stato costretto a prendere atto della citata sentenza e, udite udite, cosa ha fatto? Nel procedere alla verifica documentale degli incarichi conferiti, investe della questione Fra Remigio da Varagine!!! Cioè il principale beneficiato degli atti illegittimi. Senza pudore per l’evidente conflitto di interessi. Perché non ha avocato a sè il compito della verifica il direttore amministrativo? E fino a qui la Corte si è interessata solo degli incarichi amministrativi anche se nella sentenza emerge che la verifica va allargata anche a quelli sanitari.

Ma tra gli incarichi da verificare ne dovremmo vedere delle belle a cominciare da quelli dati alla cognata del Cinghiale, ad esempio, detentrice di ben due incarichi di struttura complessa (Statistica e CED) o a come sono stati affidati quelli di Direttore dei distretti. Cioè quali procedure sono state osservate, quali curricula valutati. Di lavoro ce ne sarebbe, ma Faccia di Plastica è depresso e voglia di lavorare non ne ha.