Cosenza, sanità corrotta: un’altra mazzata per Scarpelli e Mauro colpisce ancora

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Uno scandalo dietro l’altro ma stavolta stanno arrivando i conti.

272 mila euro di danni erariali per Gianfranco Scarpelli e 72 mila per Giovanni Lauricella. La condanna inflitta dalla Corte dei Conti, sezione di primo grado, dà un’altra botta a Mozzarellone, appena interdetto per dodici mesi dagli uffici pubblici e lancia una sorta di precognizione per il giudizio penale in fase di definizione al tribunale.

Mozzarellone e Lauricella (il famoso avvocato che firmò la conciliazione del giornalista Mario Campanella, per ben due  volte e ora difende l’ASP  che ne chiede la revoca !) sono a giudizio insieme a quel gran signore di Flavio  Cedolia e a Nicola Gaetano, l’uomo del Cinghiale che distribuiva (insieme al figlioletto Andrea) gli incarichi legali dell’ASP ai clienti dell’avvocato.

Scarpelli è stato interdetto insieme a Tonino Perri, detto wikipedia, per la vicenda dei falsi precari.

Qualcosa si muove anche al Palazzo di giustizia cosentino ma non toglie il sonno al falso depresso Raffaele Mauro, il celeberrimo Faccia di plastica, che evidentemente ritiene di poter essere salvato dia “fratelli” in grembiule.

L’uomo scelto da Madame Fifì, che presto riceverà il primo avviso di garanzia per non aver fatto appellare la sentenza di primo grado che gli aveva riconosciuto la depressione reattiva, si è guardato bene dal revocare la sua stessa delibera incriminata con cui ha regalato 100 mila euro nostri a Pietro Filippo.

L’ultima chicca è la delibera n 2145 del 30 dicembre 2016 che vede la firma di Mauro e dello stesso Lauricella. Un altro capolavoro.

Il dott. Rosignuolo Giovanni Emilio, che a differenza di Pietro Filippo è incensurato ed è persona perbene, vince due cause, in primo e secondo grado contro l’ASP. I giudici gli dicono che dovrà avere 157 mila euro. Che fa l’ASP? Ovviamente, come accade quando le conviene, non fa ricorso in Cassazione (su un procedimento cosi importante!), la sentenza di Appello diventa esecutiva e l’azienda raggiunge un accordo con il dottore per cui risparmia settemila euro su 157 mila (!) e paga cash 150 mila !!!

Che fuoriclasse che sono questi scherani di via Alimena, bravi a fare accordi e pastette con pochi e ad essere intransigenti con altri . Qualsiasi azienda pubblica avrebbe fatto ricorso in Cassazione e, nelle more, magari avrebbe cercato una transazione più favorevole ma a via Alimena i soldi nostri vengono buttati dalla finestra.

L’augurio è che dalla Procura di Cosenza si siano svegliati e che non ci siano più giudici del lavoro che diano ragione ai boiardi dell’ASP .

Anche perché il Csm prima o poi qualche paginetta la scriverà sulle incongruenze di alcuni signori (e signore) con la toga.