Cosenza, sanità “depressa”: ecco come Mauro e il Tribunale hanno fatto fuori l’avvocato Niccoli

Raffaele Mauro, direttore generale dell'ASP di Cosenza

Incredibile! Nella sanità cosentina accadono cose che non hanno nessun tipo di precedente in Italia e vengono avallate da un Tribunale che ormai non è più neanche il porto delle nebbie ma un organo al completo servizio del malaffare e della corruzione.

Nella delibera in cui vengono pagati i servigi all’avvocato Santo Manes, uno di quelli che il capo dell’ufficio legale Lauricella chiama sempre per passargli un po’ di soldi facili, già noto per avere difeso, senza successo, Franco Petramala nel processo in cui è stato condannato insieme a Remigio Magnelli per le false stabilizzazioni, appare un dispositivo importante.

Parliamo del dispositivo con il quale il giudice Vincenzo Lo Feudo, un altro della “cricca” degli amici degli amici,ha respinto il ricorso di urgenza dell’avvocato Alfonso Niccoli, demansionato dopo avere tentato invano di impugnare la famosa sentenza del giudice Ferrentino che riconosce la depressione a Raffaele Mauro alias Faccia di plastica.

Tra le altre cose il giudice non riconosce la richiesta del ricorso d’urgenza a Niccoli perché in quel periodo è in ferie, anzi in congedo straordinario! Siamo davvero alla follia e in uno di quei casi dove la realtà supera abbondantemente la fantasia.

Il giudice poi afferma che non ci sarebbe dequalificazione  perché Niccoli non perderebbe la sua qualifica. Come? Un avvocato iscritto all’albo speciale viene spostato in un altro settore e non perde prestigio?

Un ufficio legale ridotto all’osso al punto che strumentalmente vengono assegnate cause a professionisti esterni, non solo Manes, perde un altro pezzo e va tutto bene?

Come sono potute sfuggire queste cose alla sezione lavoro del Tribunale? Speriamo che non sfuggano a quell’altro occhio di lince (si fa per dire) di Mario Spagnuolo, che a parole guida la procura ma nei fatti continua a proteggere tutti i veri delinquenti della città.