Cosenza, sanità depressa: Faccia di Plastica e il capro espiatorio

Raffaele Mauro, direttore generale dell'ASP di Cosenza

ASP di Cosenza: Mauro revoca i 14 concorsi a primario privi di autorizzazione addossando la colpa dell’erronea indizione al Direttore del Personale Remigio Magnelli

I 14 concorsi a primario, banditi senza la dovuta preventiva autorizzazione del Commissario al piano di rientro Scura sono stati revocati dal direttore generale dell’Asp di Cosenza Raffaele Mauro, alias Faccia di Plastica, con altrettanti 14 atti deliberativi. Nonostante il misero tentativo di sobillare a proprio favore i sindacati, rivelatosi peraltro un flop da furfante, Mauro si è visto costretto ad adottare le procedure di revoca, ammettendo l’errore di aver bandito concorsi non autorizzati ma addossando la colpa dell’intera erronea procedura al Direttore delle “Risorse Umane” dott. Remigio Magnelli!

Nelle delibere di revoca, infatti, si legge testualmente: “Premesso che la U.O.C. Risorse Umane, erroneamente, ha ritenuto di proporre la summenzionata deliberazione senza richiedere la preventiva autorizzazione da parte della Struttura Commissariale”, ed ancora, “Che occorre, altresì, trasmettere la presente deliberazione al Presidente dell’Ufficio Procedimenti Disciplinari affinché compia ogni opportuna valutazione sulle responsabilità connesse all’adozione e all’annullamento del provvedimento”.

Ebbene, a riguardo dell’intera vicenda, risulta estremamente difficile immaginare uno scenario che veda l’esclusiva personale iniziativa di Magnelli (per quanto possa essere truffaldino) nel proporre l’adozione di ben 14 atti deliberativi estremamente “significativi”… per il consenso politico/clientelare considerata l’imminenza della campagna elettorale per le prossime regionali: è notorio quanti voti riesce a veicolare un concorso di primario sul martoriato territorio dell’ASP!

E’ evidente allora che Magnelli sia solo il “capro espiatorio” dell’intera squallida vicenda e che al contrario, dinanzi all’Ufficio Procedimenti Disciplinari dovrebbero comparire sia il Direttore Amministrativo Luigi Bruno, che in forza dell’incarico rivestito era tenuto a sapere della necessaria autorizzazione ai concorsi e sia lo stesso Mauro per i medesimi motivi: farebbero bene a dimettersi entrambi! A questo punto, viene il sospetto che i 14 concorsi banditi irritualmente non siano gli unici… ed il Commissario Scura, invece di vigilare sugli atti deliberativi adottati, è impegnato a mantenere salda la sua poltrona.