Cosenza, sanità depressa: il fallimento di Mauro e gli (innumerevoli) atti aziendali

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E’ una vera fortuna che le varie versioni di atto aziendale del direttore generale dell’ASP di Cosenza Raffaele Mauro non siano state mai approvate.

Cominciamo da una certezza: MENO MALE CHE L’ATTO AZIENDALE DEL DG MAURO NON C’E’.  Perché è importante sottolineare questo concetto? Perché tale principio vero fornisce il punto di partenza del quadro tecnico – legislativo di riferimento che sottoponiamo alla vostra cortese attenzione.

Gli atti aziendali del direttore generale Mauro NON CI SONO perché sono stati BOCCIATI dalla struttura commissariale (SCURA – URBANI) in quanto non rispondenti né al noto DCA 130/15 (Linee guida per l’adozione degli atti aziendali delle Aziende del Servizio Sanitario della Regione Calabria – modifiche ed integrazioni al D.P.G.R. n. 97/2013) né all’altrettanto noto DCA 64/16 (P.O. 2016-2018 – Intervento 2.1.1. – Riorganizzazione delle reti assistenziali – Modifica ed integrazione DCA n. 30 del 3/03/2016.).

Ciò, però, non significa che l’ASP non abbia una propria organizzazione, in quanto, è ovvio ai più, che fino all’adozione di un nuovo atto aziendale vige l’organizzazione precedente. Ciò significa, detto in senso stretto, che NONOSTANTE MAURO, l’ASP funziona ancora grazie ai suoi operatori che continuano a lavorare seguendo la “precedente” organizzazione.

Entriamo ora nei dettagli e vediamo l’excursus degli atti aziendali di Raffaele Mauro:

PUNTO PRIMO

Nel corso del 2016 viene stilato un primo atto aziendale e, come previsto dalla normativa, viene presentato al Consiglio di Direzione; tutto ciò avviene in data 20 luglio 2016, alle ore 16.00 e ne viene redatto specifico verbale (Verbale N° 6 del Collegio di Direzione del 20/07/2016). Sono presenti alla seduta del Consiglio di Direzione i dirigenti Raffaele Mauro, Francesco Giudiceandrea, Luigi Bruno, Marcello Perrelli, Aristide Filippo, Vincenzo Cesareo, Salvatore De Paola, Pierluigi Carino, Teresa Cicchetti, Massimo Candela, Stefano Giusti, Natale Straface, Marilù Vulnera, Nicola Buoncristiano, Antonio Perri, Vincenzo Arena, Achille Straticò, Giuliana Bernaudo, Ottorino Zuccarelli, Nicola Tridico, Vincenzo De Rose.

All’inizio della seduta del Collegio, come risulta dal verbale stesso, il Direttore Sanitario Giudiceandrea e il Direttore Generale Mauro sottolineano la perfetta aderenza dei contenuti dell’atto aziendale alle linee guida dettate dal commissario Scura, la seduta termina alle ore 17.00. Tale atto, come previsto dalla norma, viene inviato ai sindacati della dirigenza e del comparto e il sito web rsuaspcosenza-zanfini.blogspot.it/2016/07/atto-aziendale-asp-cosenza.html, in data 22 luglio, lo pubblica integralmente.

PUNTO SECONDO

Dopo la presentazione al Collegio di Direzione e ai sindacati non ne segue l’atto deliberativo e, al contrario, in data 29/08/2016 viene deliberato (delibera DG n. 1397/16) un atto aziendale, completamente rivisitato e stravolto rispetto a quello precedente e,  nonostante ciò, nella delibera di approvazione viene scritto testualmente  che l’atto aziendale “è stato presentato al Collegio di Direzione come da verbale del 20/07/2016, che sul contenuto del nuovo atto aziendale è stata data informativa alle Organizzazioni Sindacali della Dirigenza e del Comparto oltre che al Sindaco del Comune capofila, restando in attesa di eventuali note integrative, che si è valutato tutto quanto pervenuto e quindi si è ritenuto di adottare l’atto aziendale….”.

In realtà l’atto aziendale deliberato il 29 agosto è profondamente diverso dall’atto presentato in Consiglio di Direzione. Si tratta di una organizzazione completamente diversa che non è mai stata sottoposta alla visione né del Consiglio di Direzione, né dei Sindacati e né del Comune capofila: basterebbe chiederne conferma agli stessi componenti il Consiglio di Direzione.

I sindacati della dirigenza si schierano quindi contro la proposta del management: «Contiene una premessa falsa, è antieconomico e le nuove strutture istituite sono il risultato di un contorto meccanismo di potere»- Le firme coprono praticamente tutto lo spettro delle organizzazioni sindacali della dirigenza del servizio sanitario nazionale. Tutti «stigmatizzano la recente proposta di atto aziendale così per come deliberato dall’Asp di Cosenza».

Anaao Assomed, Aaroi-Emac, Fesmed, Cimo, Cgil Medici, Cisl Medici, Uil Medici, Fvm e Simet precisano, innanzitutto che «l’atto aziendale allegato alla delibera numero 1397 del 29 agosto non è quello inviato alle organizzazioni sindacali della dirigenza e del comparto, al collegio di direzione dell’Asp di Cosenza, nonché al sindaco del capoluogo». E dunque contiene una premessa «falsa, poiché non è mai stato inoltrato per la dovuta informativa».

Si tratta di «decisioni sorprendenti e particolarmente allarmanti poiché assunte in totale autonomia decisionale e senza alcun tipo di confronto con gli stakeholders istituzionaliSostanzialmente – spiegano le sigle sindacali – il nuovo atto aziendale prodotto dal vertice dell’Asp di Cosenza tende a legittimare lo spoils system dei dirigenti, meccanismo precluso nel sistema sanitario nazionale, in modo tale da istituire nuove nomine per le quali non è difficile ipotizzare sotto quali forche caudine dovranno passare gli aspiranti. Un contorto meccanismo di potere che nulla a che vedere con l’offerta sanitaria e le esigenze dell’utenza».

Nonostante ciò, il direttore generale Mauro invia ugualmente l’atto aziendale al Dipartimento Salute della Regione Calabria per la conseguente trasmissione all’Ufficio del Commissario Massimo Scura a cui spetta la eventuale approvazione o  bocciatura. Non ritenendo l’atto aziendale ricevuto conforme alle linee guida di cui al DCA 130/2015, sia il Dipartimento Tutela della Salute (con specifiche note n. 314429 del 18/10/2016 e n. 322529 del 25/10/2016) e sia la Struttura Commissariale (con nota n. 333005 del 4/11/2016), evidenziano corpose osservazioni.

PUNTO TERZO

In data 9 novembre 2016, con delibera n°1769, il dg Mauro si produce in un terzo atto aziendale (!), adottato, anche questa volta, senza il Consiglio di Direzione, senza la trasmissione ai sindacati e al Comune capofila.

PUNTO QUARTO

In data 11 novembre 2016, con delibera n°1779/16, e con le solite e discutibilissime antidemocratiche e non previste procedure viene proposto un quarto atto aziendale (!), ma neanche questo è in linea con le regole stabilite dal Dipartimento Tutela della Salute (Fatarella) e dall’Ufficio del Commissario (Scura/ Urbani). A questo punto il commissario Scura e il subcommissario Urbani il 30 novembre 2016 scrivono una lettera di fuoco al Direttore del Dipartimento della Salute Fatarella: la nota, prot. n. 361373/16, descrive punto per punto i discostamenti dell’atto dalle linee guida regionali e termina in modo molto duro: “… Nell’invitarLa a trasmettere le presenti osservazioni all’Azienda interessata (l’ASP di Cosenza, ndr) per gli adempimenti necessari al fine di consentire alla presente Struttura Commissariale di procedere all’approvazione di una nuova proposta di atto aziendale, si porgono distinti saluti…”.  I commissari Scura ed Urbani dicono (anzi scrivono) senza mezzi termini che l’atto aziendale di Mauro non è più modificabile ed integrabile né emendabile. E’ talmente fuori norma che deve essere rifatto e infatti i commissari chiedono a Fatarella di farsi portavoce presso Mauro per RIFARE L’ATTO AZIENDALE secondo le regole dettate proprio dal Dipartimento della Salute.

PUNTO QUINTO

Con deliberazione N° 858 del 17 maggio 2017 -“Revoca della delibera N.1779/2016 ed approvazione atto aziendale dell’ASP di Cosenza”- , il direttore generale dell’ASP di Cosenza, Raffaele Mauro,  dopo le innumerevoli bocciature da parte della Struttura Commissariale, ha adottato l’ennesima versione di atto aziendale.

Però, sin da subito, si rilevano delle “anomalie”: come mai la delibera in questione non segue l’ordine cronologico nella pubblicazione all’albo pretorio? Infatti, la deliberazione N. 858 del 17 maggio, invece di essere pubblicata in pari data e dopo la deliberazione N. 857 e prima della deliberazione N. 859, viene stranamente (!) e impropriamente (!) pubblicata e annoverata nell’albo pretorio fra le deliberazioni N. 1022 e N. 1023 rispettivamente del 26 e del 31 di maggio. E fin qui possiamo anche capire.

Ma il fatto più eclatante è relativo a quanto riportato a pag. 52 dell’Atto aziendale, a proposito della UOS Registro Tumori che, (testualmente) “…ha il compito di: raccogliere, elaborare e divulgare in modo sistematico e tempestivo le informazioni su incidenza, mortalità, sopravvivenza e prevalenze di tutti i casi di tumore maligno che insorgano nella popolazione della provincia di TARANTO…”.

L’atto aziendale è COPIATO  da quello di TARANTO e per svelare il contenuto basta cliccare sul seguente link: http://www.registri-tumori.it/cms/RTTaranto , relativo all’atto aziendale dell’ASL di Taranto e notare così la “straordinaria coincidenza terminologica”!

PUNTO SESTO E CONCLUSIONE

Le innumerevoli versioni di atto aziendale del DG Mauro sono state bocciate dal Commissario Scura (per fortuna!) sia perché non erano in linea con le leggi regionali sia perché non hanno tenuto conto delle strutture che, da sempre, hanno costituito l’ossatura sanitaria dell’ASP di Cosenza. Ma sono stati bocciati anche perché sono state privilegiate le strutture dei suoi sodali a scapito delle strutture necessarie ed indispensabili per continuare a garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).

Di fronte a questo scempio bene ha fatto il commissario Scura a bocciare tutti gli atti aziendali di Mauro. Mauro ha fallito su tutti i fronti: non è riuscito né ad adattare le linee guida regionali al vasto territorio dell’ Azienda Sanitaria di Cosenza né a potenziare il legame con l’ospedale attraverso il rafforzamento delle strutture territoriali, devastando il Dipartimento di Prevenzione e né ad accrescere i rapporti con i medici di medicina generale attraverso le UCCP. Tutto ciò un po’ per incapacità personali e un poco per i tanti dettami imperativi impartiti da Madame Fifi e co(mpari).

Ma l’ASP di Cosenza può procedere (GRAZIE A DIO)  anche senza le folli versioni degli atti del DG Mauro e dei  suoi sodali (Filippo, Zuccarelli, Ariani etc) perché l’organizzazione antecedente è migliore di quella postulata da questi signorotti e signorotte e consente di continuare a garantire il diritto alla salute.

Gli atti aziendali di Mauro servono solo a Mauro e ai suoi sodali non all’Azienda Sanitaria di Cosenza e ai cittadini. Bene ha fatto il Commissario Scura ad averli bocciati.