Cosenza, scuola “Fausto Gullo”: quel bando tanto caro alla moglie del superdirigente Calabrese

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La longa manus della banda Occhiuto-procura arriva dappertutto ed esercita un dominio pressoché totale su tutte le attività della città di Cosenza. Oggi non vi raccontiamo di chissà quali ruberie e di chissà quali imbrogli ma anche questa storia ci fa capire quanto sia opprimente la cappa che è calata sulla nostra realtà.

L’Istituto Comprensivo Fausto Gullo di Cosenza ha indetto un bando di selezione per una compagnia teatrale con annesse figure di drammaturgo, coreografo, scenografo e cantante per un progetto sulla violenza di genere. Un piccolo bando da 6.500 euro per 81 ore lavorative complessive ma comunque nell’arco molto contenuto di un mese.

L’Istituto Gullo lo fa uscire il 26 settembre e indica la procedura d’urgenza, abbastanza inusuale in questi casi. Al bando partecipano tre compagnie, ma la proposta di una delle partecipanti viene scartata, di conseguenza ne rimangono due ovvero quella che “deve” vincere e una che aveva provato l’avventura sperando che quel posto non fosse già assegnato. I primi dubbi, tuttavia, arrivano dai “misteri” rispetto alla commissione verbalizzante che avrebbe dovuto valutare le offerte e quindi decidere i punteggi per la graduatoria. Nel sito ufficiale dell’istituto non ce n’è traccia e questo non è tanto “regolare”.

Esce la graduatoria provvisoria (http://icgullocosenzaquarto.gov.it/sito/2017/10/05/determina-del-dirigente-graduatoria-provvisoria-progetto-a-scuola-con-zazie/) e aumentano i dubbi: non solo la commissione verbalizzante “segreta” ma anche le anomalie sull’attribuzione dei punteggi, che in pratica vengono cambiati improvvisamente in corso d’opera. La compagnia al primo posto è abbastanza “famosa” in città ed è Scena Verticale. Professionisti seri, per carità, niente da dire sul loro conto ma il problema ovviamente non sono loro.

Dopo mille peripezie, siamo riusciti a sapere che in questa benedetta commissione “segreta” i personaggi che contano sono due: la dirigente scolastica della “Gullo” ovvero Patrizia Passarelli e la referente del progetto ovvero Alba Battista. E qui casca l’asino. La signora Battista ufficialmente insegna o meglio lavora per il Ministero per l’Università e la Ricerca (lo stesso che bandisce il progetto) ed ha un tesserino di giornalista pubblicista, e sinceramente non si capisce come mai si trovi a far parte di questo tipo di commissione e addirittura come referente del progetto e con tanto di procedura d’urgenza. Sembra un “pacco” bello, pronto e aggiustato, non c’è che dire.

In realtà, la signora Battista è molto più conosciuta in città come la moglie di Giampaolo Calabrese e forse adesso molti faranno duepiùdue. Il soggetto, come sanno i nostri lettori, è il nipote del procuratore capo Mario Spagnuolo, promosso da Occhiuto (per riconoscenza e gratitudine rispetto all’insabbiamento di tutte le inchieste della procura nei suoi confronti) dirigente comunale alla Cultura.

Fino a qualche tempo fa con certezza è stato anche socio della “Svevo” ovvero la società che gestisce il Castello Svevo di Cosenza, organizzando fior di iniziative anche e soprattutto con Scena Verticale. Oggi i rapporti tra i soci sono tesi e non sappiamo se Calabrese fa parte ancora del gruppo ma non è questo il punto.

La signora Battista in Calabrese e il suo consorte hanno certamente buoni rapporti con la compagnia Scena Verticale e il fatto che la Battista sia referente del progetto fa balenare come minimo dei dubbi su possibili conflitti di interesse in questa selezione. Possibile che la signora non si sia resa conto che non era per niente opportuna – sotto il profilo politico e per il bene del marito – una sua esposizione così maldestra e grossolana?

Noi ci auguriamo vivamente che la compagnia esclusa possa ricorrere al Tar – com’è suo diritto – per far valere le sue ragioni e non possiamo che concludere sottolineando le manovre clientelari da parte di gente che si crede onnipotente e di poter mettere le mani su tutto quello che è possibile.