Cosenza, sesso in Comune: assessore beccato dalla moglie. Eva: “Lo abbiamo sempre fatto”

Questa volta siamo d’accordo con Evelina Catizone. Tutto questo finto moralismo non ci piace. Sono 48 ore che gira nei messaggi privati di FB, Messenger, e simili, la storia dell’assessore Michelangelo Spataro beccato dalla moglie – la sera di venerdì nel suo ufficio distaccato sopra i “Due Fiumi” – mentre faceva sesso con la sua “segretaria”. Sulla dinamica dell’evento ne abbiamo lette e sentite di tutti i colori. Si dice che la moglie da tempo faceva seguire l’assessore per via di una serie di “circostanze” che non le quadravano in merito al rapporto del marito con la “segretaria”. Qualcuno venerdì li ha visti entrare alla chetichella nell’uffico dell’assessore ed ha avvisato la moglie. Che accompagnata da un’altra persona si è subito recata sul posto beccando il marito con le braghe calate. Di fronte a quell’immagine non ha retto alla rabbia, e giù schiaffi e pugni che non ti dico: i gridati si su sentuti finu a Portachiana. Mentre la segretaria se la dava a gambe.

Sono giorni che sentiamo, su questa vicenda, esprimersi solo gente scandalizzata, sdegnata, turbata, per questa scappatella che, come si sa, è all’ordine del giorno nelle vite di tanti e tante, magari anche nella vita di quelli che si dicono allibiti. Insomma tanto rumore per nulla, o meglio per una scappatella. Chi di noi è senza peccato scagli la prima pietra. E poi, diciamolo chiaro, in tanti avremmo voluto essere al posto dell’assessore Spataro (ognuno con il suo ideale maschile o femminile) per dare sfogo a quello che è uno degli immaginari erotici più ambiti: fare sesso sulla scrivania dell’ufficio con una bella ed erotica segretaria o segretario. A verità. Non fate i bacchettoni, giustamente come dice Eva. Questo vale sia per gli uomini che per le donne.

I finti moralisti argomentano dicendo che ci sono luoghi e luoghi per fare certe cose, ma mentono sapendo di mentire: quando la libido scatta non c’è luogo che tenga: ascensori, bagni pubblici, lavatrici, auto, aereo, treni, ospedali, e uffici pubblici. Non fate i santarellini/e per favore.

Del resto la storia è costellata di questi episodi, basti pensare a Bill Clinton e a Monica Lewinsky.

Dice bene Eva, che non ha peli sulla lingua, quando racconta in un breve commento, in risposta ad un post sulla vicenda dell’assessore Spataro, la storia sessuale di palazzo dei Bruzi: “queste cose (scene di sesso) al Comune sono sempre successe. Ed io ne sono la prova vivente.” 

Brava Eva che confessa fuori da ogni ipocrisia e finto moralismo l’attività sessuale che si svolgeva a Palazzo dei Bruzi durante la sua breve reggenza. A lei piaceva farlo nell’ufficio del sindaco. Con chi sono fatti suoi. Ma una cosa è certa dice la Catizone: lo facevano, e lo fanno tutti. Non appena si creano le condizioni a Palazzo dei Bruzi ci danno giù di brutto. Una dichiarazione, quella della Catizone, che merita rispetto ed apprezzamento: meglio lei che almeno ha il coraggio delle sue azioni, che i tanti finti moralisti che in queste ore si stanno stracciando le vesti per una “scopata”.

Finalmente ritroviamo la Eva di un tempo, quella spigliata, anticonformista, disinvolta, e soprattutto emancipata da tutta la rozzezza che sta girando in queste ore sull’assessore Spataro beccato con la “segretaria”. In fondo stiamo parlando di Amore. E non c’è niente di cui vergognarsi. Le vergogne sono altre. E se fossimo costretti a scegliere tra il Palazzo dei Bruzi della corruzione, della commistione politica/mafiosa, degli intrallazzi, e il Palazzo dei Bruzi dell’amore libero, non ci sarebbero dubbi sulla scelta. Sola una cosa: ogni tanto allargate il giro, e aprite le porte anche al resto della città.