Cosenza, sottopasso “Antonio Monaco”: fermate i barbari

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Prendo spunto dal sopralluogo della Commissione Lavori Pubblici dei giorni scorsi sul degrado segnalato dai cittadini nei pressi dell’ospedale dell’Annunziata, per rilevare sommessamente che se avessero fatto qualche passo in più, tra Via Migliori e il ponte di Mancini, e precisamente sul marciapiede del sottopasso “Antonio Monaco” e dintorni, avrebbero notato anche lì l’abbandono e il deposito indiscriminato di molti rifiuti.

Sacchetti della spazzatura e quant’altro, nonostante la durissima ordinanza del sindaco di inizio anno, contro chi abbandona in modo improprio l’immondizia (con multe fino a 3 mila euro) dopo aver scoperto che quasi la metà della spazzatura “abusiva” abbandonata per strada proviene da non residenti.

Cittadini insospettabili, furbetti che alimentano il “turismo dei rifiuti” verso paesi e città vicine, perchè magari trovano faticoso differenziare o non vogliono pagare i costi di smaltimento (ad esempio di rifiuti non conferibili).

Più facile mettere tutto in un sacco nero e abbandonarlo per strada, sperando di farla sempre franca. Situazione, dunque, sempre più difficile sul fronte del decoro urbano, scene che si ripetono ogni giorno e che l’amministrazione comunale, evidentemente, non riesce ad evitare.

divano I rifiuti vengono asportati regolarmente, il marciapiede pulito, ma dopo qualche ora ricomincia l’abbandono dei primi sacchetti e siamo di nuovo punto e a capo, tanto è vero che non di rado per poter percorrere quel tratto di marciapiede bisogna turarsi il naso per l’abbondante tanfo.

C’è un problema nei cittadini, visto che l’abbandono della spazzatura per strada è una maleducazione diffusa in molte zone della città, e credo proprio che ci sia bisogno di un po’ più di senso civico e di uno scatto di orgoglio per migliorare la situazione. Purtroppo, non si riesce ad individuare una causa sola di questo fenomeno e perciò, la città è sostanzialmente divisa in due: una parte rispettosa delle regole e precisa nel riciclo e l’altra scatenata e poco rispettosa, per non dire incivile.

Salvatore D’Acri