Cosenza, storica vittoria a Reggio: chi era Giovanni “Cecio” Palpacelli

Il gol di Palpacelli a Reggio Calabria (Foto archivio Gazzetta del Sud)

Giovanni Palpacelli non ce l’ha fatta a rimanere su questa terra in tempo per festeggiare insieme ai cosentini la squadra e il calciatore che hanno battuto il suo record ovvero quello di segnare il gol decisivo per una vittoria del Cosenza a Reggio Calabria dopo 58 lunghissimi anni.

Palpacelli è venuto a mancare quasi sei anni fa (il 16 dicembre del 2011) a San Benedetto del Tronto. Lui era originario di Ancona ma da un po’ di tempo si era trasferito sulla Riviera delle Palme. I suoi amici e i suoi tifosi, anche a Cosenza, lo chiamavano “Cecio” perché era un’ala destra vecchia maniera, piccolino quasi quanto un cecio, tutto scatto e tecnica individuale, con propensioni offensive innate quasi istintive. Un grandissimo talento. Prima di arrivare a Cosenza era stato protagonista della storia del Pescara: sei stagioni con la maglia biancazzurra, dal 1950 al 1956, nel mitico “Rampigna” e la gente, oltre al talento, ricorda di lui la sua grande umanità.

Il Cosenza 1957-58

A Cosenza arriva nel 1957 quando la società è passata nelle mani di Salvatore Perugini e si sta costruendo lo “squadrone” per vincere la Serie D e tornare in Serie C sotto la guida di mister Bellini. C’è il bomber Mario Uxa ma anche Cuoghi, Colosio e Di Clemente, che insieme a lui compongono uno straordinario pacchetto offensivo. E poi i vari Borgo, Delfino, Bolognesi e Bordignon, che formavano una mediana insuperabile. Il Cosenza vincerà a mani basse quel torneo e quella stessa squadra, l’anno successivo, giusto con qualche ritocco, sfiorerà il clamoroso “doppio salto” perdendo il duello con il Catanzaro per un solo punto dopo un’annata fantastica.

Cosenza-Catanzaro del 1958-59 (foto Catanzaro nel pallone)

E’ proprio in quella stagione che Giovanni “Cecio” Palpacelli realizza il gol della vittoria a Reggio Calabria. E’ il 26 aprile del 1959 e quella partita sarà ricordata per gli incidenti che seguirono al fischio finale con una fitta sassaiola e le camionette della polizia impegnate a disperdere la folla inferocita fuori dallo stadio. Palpacelli aveva segnato il suo gol con un tiro dal limite dell’area dopo una sgroppata alla sua maniera e il portiere gli aveva dato una mano facendosi passare la palla sotto il corpo. Una vittoria importantissima che è rimasta un unicum per 58 lunghissimi anni.

“Cecio” sarebbe rimasto a Cosenza anche nella stagione successiva, ancora in Serie C, poi andò via e mancò per un solo anno l’annata del ritorno in Serie B, nella stagione 1961-62. Lo avrebbe meritato come e più degli altri perché Palpacelli è rimasto una colonna nel ricordo dei tifosi silani che hanno ormai più di settant’anni e non solo per quel gol a Reggio Calabria.