Cosenza, il trionfo dei lecchini: Occhiuto nomina Campanella dirigente

Da oggi il giornalista Mario Campanella entra a far parte ufficialmente della lista dei papponi a libro paga di Mario Occhiuto e del Comune di Cosenza. Tutto il suo ormai lungo percorso di leccaculismo al servizio del cazzaro si è tradotto in quello che cercava ovvero un incarico. Non sarà assessore al posto della inutile Matilde Spadafora in Lanzino ma entrerà nel caravanserraglio dei dirigenti comunali a braccetto con gentaglia come Calabrese, Nardi, De Rose e tutto il cucuzzaro. Della serie: Dio (pardon, Occhiuto) li fa e poi li accoppia. Fino alla fine del suo mandato, che noi speriamo sempre possa essere traumatica.

Per lui il cazzaro ha deciso il settore dell’educazione, macrocategoria che comprende l’istruzione, la Città dei Ragazzi, le ludoteche ed eventuali progetti antidroga.

Nei mesi scorsi abbiamo anche difeso Mario Campanella per la vergognosa vicenda di cui è vittima all’Asp di Cosenza. Lo abbiamo fatto perché è una vigliaccata ma adesso che Occhiuto ha messo nero su bianco la sua ennesima cambiale elettorale, ci rendiamo conto che è stato perfettamente inutile.

Ce ne vuole di coraggio a fare guerra all’ASP e poi farsi assumere al… Comune, ma Campanella ne ha avuto sempre a sufficienza, visto che era tra quelli che davano da mangiare al Cinghiale e, come sei non bastasse, condividevano lo stesso scifo.

Campanella, ma ti riesce difficile alla tua età vivere fuori da questi comitati d’affari? Orsù (come dicono nelle sagrestie a te tanto care), un po di dignità.

Difendere Occhiuto con la pervicacia che ci metti è una cosa che ti rende ridicolo.
Ma ora, con l’ufficializzazione dell’incarico, è certo che ti sei venduto ancora una volta al miglior offerente. Con l’aggravante di inciuciare persino con Fausto Orsomarso, il politico più paraculo d’Italia. Ci vuole coraggio a difendere l’indifendibile. E Campanella, quando si tratta di queste cose, è insuperabile.

Un altro cervello mandato all’ammasso, che si “rizzela” e minaccia querele quando viene chiamato in causa. Uno che, come l’architetto Cundari, cerca di volare alto e poi frequenta le stesse, pessime amicizie. Certo, alla fine potremmo anche riconoscergli una certa onestà di fondo ma questa viene vanificata dai suoi atteggiamenti e dai sui comportamenti, sempre furbi e servili.

Sì, perché Campanella, dulcis in fundo, riesce anche ad andare oltre: per esempio, mai una parola contro Madame Fifi, che pure dovrebbe vedere come il fumo negli occhi perché odia il cazzaro. Forse si prepara per il futuro, visto e considerato che con i casini di Occhiuto non si sa mai?

Consentiteci di stendere un velo pietoso. Amen.