Cosenza, tutti in piazza contro la metro: riprendiamoci la città. La manifestazione

L’appello ai cosentini è quello di essere parte attiva della battaglia contro la metro, un’opera che devasterà le nostra città senza apportare nella nostra vita alcun beneficio ma che al contrario, come dimostrano i pesanti disagi avvertiti già immediatamente dopo la chiusura al traffico di Viale Parco (che ormai si protrae da settembre), vedrà Cosenza piombare nel caos del traffico automobilistico e vesserà ulteriormente l’economia cittadina.

La città sabato ribadirà il deciso NO all’opera e chiederà ancora una volta l’intervento del Prefetto, in due direzioni, dato che ad oggi non c’è stato nessun riscontri per quel che è stata la richiesta di consultazione popolare depositata ormai da mesi e mesi. Non solo il referedum negato, dunque, ma anche una sacrosanta sentenza del Tar che ordina la riapertura del viale e che Occhiuto non recepisce ponendosi addirittura al di sopra della legge. Il rispetto della democrazia sembra non appartenere al sindaco di questa città che preferisce ignorare il dissenso e il malessere dei suoi cittadini, pur sapendo che l’opera non solo non è funzionale ma anche economicamente insostenibile come lui stesso ha più volte affermato, nel corso della scorsa campagna elettorale. Diciamolo chiaramente, ha costruito il suo consenso anche e soprattutto grazie alla Sua contrarietà verso la costruzione della metro leggera; non ci lasciamo ingannare dai suoi giri di parole che vorrebbero ribaltare le carte in tavola perché i cittadini sanno, anche grazie all’informazione da noi svolta, che si tratta di un’opera inutile e dannosa che dilaterà i tempi di percorrenza e che oltretutto presenta delle irregolarità nelle procedure necessarie all’avvio dei lavori.

L’appello che facciamo alla cittadinanza è di partecipare numerosi alla manifestazione pubblica organizzata per sabato 9 febbraio, che partirà alle ore 17 dalla stazione di servizio IP della signora Milena Gabriele, la donna che ha messo in ginocchio Occhiuto e i papponi della metro.
Riprendiamoci la città, questo è il momento di alzare la testa dimostrando che il popolo è sempre sovrano.