Cosenza, un posto all’Unical per la donna di Tridico

Antonio Bruno Tridico è un uomo innocuo e un magistrato servo dei poteri forti. Non scopriamo l’acqua calda e lo abbiamo scritto decine di volte.

Oggi questo signore è diventato il “sostituto anziano” della procura di Cosenza e – udite udite – sogna per il futuro la carica di procuratore dopo Spagnuolo e dopo Granieri. E se qualcuno non interverrà con urgenza per spezzare questa catena di corruzione e malaffare non c’è dubbio che ci riuscirà. Il suo profilo è perfetto: debole – anzi debolissimo – con i forti e forte – anzi fortissimo – con i deboli.

Fa finta di indagare su qualche potente e poi ne chiede direttamente l’assoluzione in aula senza provare il minimo pudore. E’ l’uomo fidato della potente lobby dei medici per coprire ogni malefatta. In apparenza, si precipita ad aprire inchieste sulle morti per malasanità ma lo fa unicamente per uno scopo: arrivare all’assoluzione dei suoi amichetti per poi vanificare ogni eventuale azione civile. Abbiamo già dato il consiglio buono per neutralizzare questo paraculo: non denunciate mai penalmente il medico che si macchia di malasanità e men che meno a Tridico. Agite solo civilmente e avrete sacrosanta ragione: è l’unico modo per non dargliela vinta a Tridico e ai suoi amici medici.

Oggi gli anticipiamo quello che sta cercando disperatamente nei nostri computer che ha fatto sequestrare ieri in combutta con Spagnuolo. E gli anticipiamo pure che non troverà la “talpa” per il semplice motivo che l’informazione non è passata via internet.

Avete presente l’inchiesta sui falsi esami all’Università della Calabria? Beh, si tratta di uno dei “fiori all’occhiello” di Tridico, che come suo solito ha buttato un po’ di fumo negli occhi prima di calarsi i pantaloni davanti ai due indagati eccellenti dell’operazione ovvero il professore Gambarara e il giornalista Pino Nano chiedendone addirittura lui stesso l’assoluzione. I falsi esami, così, sono diventati una barzelletta per “punire” qualche poveraccio di studente.

Ma non solo, anzi diciamo pure che per tutta questa baggianata, il magistrato Tridico è stato l’unico a guadagnarci. Il dottore Tridico, infatti, ha una compagna (o quantomeno una donna che frequenta stabilmente e non c’è bisogno di scrivere il nome e il cognome o meglio ce lo riserviamo per la prossima puntata), la quale, come per magia, ha trovato recentemente un posto all’Università della Calabria. Centro Residenziale.

Non serve essere Sherlock Holmes per arrivarci ma basta solo seguire il flusso della corruzione e ci si arriva facile facile. Certo, con l’aiuto di qualche talpa, è inevitabile che sia così. Ma l’innocuo Tridico, procuratore capo del futuro, questa talpa almeno per ora non la troverà. Se ne faccia una ragione e si vergogni.