Cosenza, una città rassegnata e con la testa nella sabbia

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L’allarme legalità a Cosenza è rosso fisso. Nonostante denunce, evidenze, esposti, inchieste, indagini, l’aria che respirano i politici corrotti a Cosenza è sempre la stessa: la dolce, limpida e fresca brezzolina dell’impunità. E tutto intorno è accettazione.

La gente è rassegnata allo stato di cose.  La rassegnazione inibisce e sopprime ogni minimo istinto di rivolta. Ed i corrotti è di questo che si nutrono.

La percezione che si ha del potere politico/giudiziario/mafioso a Cosenza è che nessuno può sconfiggerli. Contro di loro ogni battaglia è persa in partenza. Non si può affrontare una corazzata con un canotto. Instillare il sentimento della rassegnazione nel cuore di ognuno di noi, è un esercizio necessario per i politici mafiosi, se vogliono mantenere il potere, e sanno bene come metterlo in pratica.

La forza e la mafiosità vanno esibite, affinchè a tutti sia chiaro da che parte sta il potere. E per dar prova di questo devono necessariamente uscire allo scoperto, mettendo in atto azioni che qualifichino la loro mafiosità. E non possono che essere azioni criminali che devono avere la loro pubblica evidenza, e non subire nessuna sanzione, per attecchire nell’animo della nostra comunità, rendendoci impotenti, ed inducendoci a pensare che nulla si può contra di loro. L’impunità va sfoggiata.

A Cosenza, questo concetto si può racchiudere in una espressione: tu fannu avanti avanti.

Qualche esempio: la ditta mafiosa a cui Occhiuto assegna ogni anno il lavoro delle luminarie è al centro di una inchiesta? Bene! A lui che gliene frega! Anche quest’anno per farvi capire a voi cittadini che non contate un cazzo, e che a lui non faranno mai niente perché sono tutti na ‘nzalata, affida di nuovo alla stessa ditta, direttamente e senza gara, l’appalto delle luminarie. E poco importa se Foggetti dice che il proprietario della Med Labor è un trafficante di droga.

Il messaggio è chiaro: a Cosenza potete denunciare tutto quello che volete che a noi politici mafiosi, coperti da giudici più mafiosi di noi, non succede mai niente. Tant’è  che oramai, come potete vedere tutti,  i nostri traffici illeciti li facciamo alla luce del sole. L’impunità diventa legge per loro.

Oppure: i 135 falsi precari dell’ASP non possono essere assunti perché sarebbe una grossa irregolarità e uno schiaffo alla miseria e a tutti i disoccupati? E chi se ne frega!

Madame Fifì e marito li fanno assumere lo stesso: vediamo chi ha il coraggio di bloccare la delibera! E noi tutti di fronte a questi raccomandati senza arte né parte dobbiamo stare zitti. In tanti hanno più diritto e requisiti di loro ad essere assunti? E chi se ne strafrega! Zitti e muti! Chi vive e chi muore sono loro a deciderlo.

E ancora: Occhiuto assume il nipote del procuratore capo Spagnuolo, in barba al merito, ai requisiti, alle regole, al buon senso, alla trasparenza, a dirigente comunale, dopo che gli ha già dato mezza città, per appararsi i guai al tribunale, ebbè? Forse che qualcuno a qualcosa da dire? Nessuno! Coddra e porta ara casa!

Questi sono solo gli ultimi tre esempi di malandrineria istituzionale in ordine cronologico. Come sapete tutti il ladrocinio e sempre continuato e aggravato, e non si è mai interrotto.

Ecco, ti sbattono in faccia il loro squallido potere nell’impunità assoluta. Cosenza come Siracusa (http://www.giornalesiracusa.com/notizie/2016/11/16/siracusa-comune-piu-inquisito-ditalia.-le-iene-la-princiotta-scoperchiano-un-sistema-corrotto).

Un link che vi consiglio di aprire. Perché lì hanno avuto il coraggio, grazie anche ad una procura onesta,  di scoperchiare tutto il malaffare. Cosa che noi cosentini, nonostante la corruzione diffusa sotto gli occhi di tutti e che nesuno nega, non siamo mai riusciti a fare. Per paura, pavidità, noncuranza, apatia, non lo so.

Quello che so è quello che disse il poeta: “dall’abito della rassegnazione sempre nasce noncuranza, negligenza, indolenza, inattività, e quasi immobilità”. E questa è la triste realtà della nostra città. Continuare a mettere la testa nella sabbia come fanno gli struzzi, è forse l’unica cosa che tutti i cosentini riescono a fare insieme. Per il resto, ognuno ara casa sua.

GdD