Cosenza, via Rivocati 130: Pianini non molla e pretende ancora

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Questa mattina il presidente Francesco De Cicco ha riunito la commissione Lavori Pubblici per discutere dell’annullamento del contratto di locazione per il palazzo sito in via Rivocati 130 di proprietà dell’ingegnere Pianini. Un contratto di cui oggi, finalmente, apprendiamo il vero valore: 140.000 euro all’anno per tre appartamenti fatiscenti e un ufficio comunale dove lavorano due persone (ufficio affissioni).

Una vergogna tutta cosentina che va avanti da 40 anni. Un contratto di locazione dove c’hanno mangiato tutti: da Mancini fino ad Occhiuto, nessuno escluso. Sempre con l’avallo dei soliti dirigenti: in era manciniana l’ingegnere Zinno, in era peruginiana e occhiutiana l’ingegnere Pecoraro.

Ai lavori della commissione ha partecipato il dirigente comunale avvocato Gargano, responsabile dell’Ufficio legale del Comune. Il quale si è presentato con l’ultimo contratto siglato dalla pubblica amministrazione con l’ingegnere Pianini. L’atto risulta datato nel lontano 2000 e si ritiene valido per 6 anni con tacito rinnovo per altri  6 e così via.

Dunque, la sua scadenza naturale sarebbe nel 2018. A meno che tale conteggio, cioè il rinnovo ogni 6 anni, non sia da ritenersi errato per un contratto di locazione che stabilisce il limite ogni 4 anni. Così come previsto dalla legge che regola i contratti di locazione.

E questo in esame è un contratto di locazione a tutti gli effetti. Se così è, la scadenza si sposterebbe alla fine di questo anno, cioè il 31 dicembre del 2016. L’occasione giusta e propizia per mettere fine a questo ladrocinio.

C’è di più. Se questo non dovesse bastare per mettere fine a questo vergogna, si potrebbe ricordare al Pianini (che si crede di esser superman) che non ha mai fatto manutenzione agli appartamenti e che gli stessi non sono agibili.

Scrivo questo perché gli azzeccagarbugli di quell’impostore di Pianini sono già sul piede di guerra e lavorano alacremente per trovare “a scardeddra” e fermare l’operazione. E pare che qualcosa per osteggiare l’annullamento del contratto l’abbiano trovata: fin quando non si libera il palazzo dalle 5 famiglie che lo abitano il contratto risulta valido.

Perché per recedere dal contratto è necessario che lo stabile sia restituito libero da cose e persone. E se il contratto deve essere annullato alla scadenza del 31 dicembre 2016 bisogna fare in fretta. E siccome Occhiuto non si adopererà mai per trovare una sistemazione alternativa alle 5 famiglie che abitano in  quel palazzo fatiscente, finirà che continueremo a pagare l’ingegnere Pianini che il contratto continuerà ad andare avanti e chi si è visto si è visto. Comunque non tutto è perduto vista la determinazione di molti consiglieri.

Infatti il consigliere Giuseppe d’Ippolito ha convocato per giovedì alle 15,30 la commissione “Bilancio e Affari Generali”, di cui è presidente, per chiedere alla struttura amministrativa legale del Comune di mettere in campo ogni azione per arrivare all’annullamento di questo contratto.

Ci auguriamo che la struttura legale del Comune lavori seriamente a questo, e che in tempi brevi porti a termine l’annullamento di questo vergognoso contratto. Vedremo, ora, chi sta dalla parte dei cittadini o dei ladroni.

GdD