Cozzolino, Potestio e la paranza del Tribunale

Cozzolino (quello più alto) e Potestio

Tra i più preoccupati per le estreme conseguenze che potrebbero scaturire da una eventuale retata contro i colletti bianchi a Cosenza (Cucunato, Potestio, Pecoraro) c’è di sicuro quel marlonbrando di un Cozzolino.

Quel simpaticone di un Cozzolino, insieme a Tridico, che guida la cordata di Granieri in procura con il compito di impedire che tali arresti avvengano, sono tra i più inguaiati. Infatti sono loro, e principalmente quel paparazzo di un Cozzolino, ad aver armeggiato e coperto in tutti i modi ogni malefatta dell’amministrazione Occhiuto.

Sanno entrambi che una inchiesta approfondita sulla corruzione a Palazzo dei Bruzi, inevitabilmente li coinvolgerebbe. Ecco perché stressano dalla mattina alla sera la Manzini. Non vogliono che la sua inchiesta vada avanti, e così l’hanno messa alle strette: prima con i dinieghi del GIP Branda, che come si sa è sodale a tutti gli effetti di Granieri, a tutte le sue “valutazioni” , e poi richiamandola all’ordine di casta (come vi abbiamo raccontato) nella riunione di qualche giorno fa: cane non mangia cane. Un magistrato non indaga e non arresta un altro magistrato. Un patto necessario da stipulare se vuoi lavorare in procura a Cosenza.

Devi giurare, dopo aver bruciato un santino su cui è stata versata qualche goccia di sangue, di non tradire mai la paranza del Tribunale. Perché il Tribunale di Cosenza fa paranza a se. Di volta in volta, a seconda del potere politico dominante, si schiera con questo o quello. Senza che i magistrati rinuncino mai alla loro autonomia criminale all’interno della cupola politica/massonica/mafiosa.

Insediamento-Manzini-03-320x240Ma la Manzini, seppur adeguandosi fino ad oggi a questo andazzo, non si è pungiuta. Ha deciso di restare un contrasto onorato.

Non si è affiliata al clan Granieri/Branda/Tridico/Airoma (che ora non c’è più)/De Vuono/Marletta/Casciaro/Cava/Cosenza/Gallo/Cozzolino.

I quali, a loro volta, coinvolgono altri giudici, cancellieri, polizia giudiziaria, uscieri, baristi e postini.

Quel desaparecido di un Cozzolino l’ho scritto per ultimo, perché lui è l’ultima ruota del carro del clan. Quello che fa il lavoro sporco. Il più impelagato di tutti perché è lui che teneva e tieni i contatti con Potestio, ex capo gabinetto del sindaco Occhiuto non riconfermato per via di un avviso di garanzia per corruzione.

Tutte le mmasciate di Occhiuto in Tribunale è lui che gliele sbriga. Di ogni traffico, intrallazzo e insabbiamento che riguarda Occhiuto era ed è quel broker di un Cozzolino ad occuparsene. Sempre attraverso il contatto diretto con Potestio.

Quel trombone di un Cozzolino
Quel trombone di un Cozzolino

Ed è questa “vicinanza” con Potestio che lo preoccupa. Se dovesse finire in galera e decidesse di cantarsela, per quel venditore ambulante di Giustizia di un Cozzolino sarebbero guai. E se dopo Potestio dovesse cantarsela pure quel pentito di un Cozzolino, per i Tridico, gli Airoma, e tutto il cucuzzaro sarebbe la fine.

Ecco, tutto il clan del Tribunale è mobilitato a scongiurare questo. E tutto ruota attorno alla Manzini. Che non si allinea al clan e pare abbia avuto nelle ultime ore, forse in seguito allo sputtanamento delle loro riunioni segrete per apparare, uno scatto di orgoglio.

Pare sia sbottata e non ci sta a passare per una corrotta. Passi la parrucchiera, passino i bigodini, passino pure le bambole, ma corrotta e accriccata no! E dal nido del cuculo l’uomo che sussurrava ai cavalli ci fa sapere che la vicenda Potestio/Cucunato/Pecoraro potrebbe riaprirsi.

Anzi è riaperta, e come prova arriva una notiziuola che dovrebbe dimostrare che il messaggio di un possibile interessamento della politica onesta sul degrado morale, professionale, ed etico in cui versa il Tribunale, è arrivato.

Un percorso, quello di informare il ministro Orlando sulla grave corruzione che affligge il nostro Tribunale, che ovviamente non si ferma anzi si rafforza.

La voce dice che il ritardo nell’inchiesta sulla corruzione a Palazzo dei Bruzi, è dovuto alla necessità di doversi avvalere della consulenza di un esperto in pratiche amministrative che da qualche tempo sta visionando tutto il materiale raccolto dalla Manzini e relazionando alla stessa.

Uno specialista in diritto amministrativo che nelle sue numerose relazioni già giunte sulla scrivania della Manzini, ha evidenziato tutte le magagne commesse dal trio dell’intrallazzo Potestio/Cucunato/Pecoraro, che ovviamente agivano per nome e per conto di Occhiuto.

Dice, il cuculo, che le pratiche sono talmente tante che la cosa è presa per le lunghe. Dunque la Manzini ha solo cercato di prendere tempo con i vari Cozzolino, Tridico e compari, ma non ha mai deciso di abbandonare l’inchiesta che si dice, e noi lo riportiamo, voglia portare a termine.

E c’è già chi, come quel Jeremiah Johnson di un Cozzolino, urla a Corvo Rosso: tu non avrai mai il mio scalpo.

GdD