Cozzolino, se paghi subito vai di fino

Il giudice Cozzolino: scarpe grosse cervello fino...
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C’è un adagio da noi che recita così: ha fattu trasiannu, trasiannu cumu u monacu.

Ed è proprio il caso di dirlo, in questa storia. Un detto che calza bene all’avvocato Lafranco, perché è quello che vuole fare: impadronirsi dell’associazione, e spolpare i malcapitati. Ha capito, dopo aver studiato le carte dell’inchiesta, che l’associazione Promoteo è una vera e propria gallinella dalle uova d’oro. Un vero peccato buttare tutto all’aria.

Con questo iocariaddru si possono alzare bei pampinoni. L’avvocato è uno sgamato ed ha fiutato subito l’affare. Sa come muoversi in queste situazioni. Infatti dice al Bafaro, che è totalmente nel panico, per accreditarsi sempre di più, queste parole: “alla procura di Cosenza faccio quello che mi pare”. Musica per le orecchie di quelli della Promoteo.

Oltre ad essere un buon viatico per l’impanicato signor Bafaro. Lafranco sa che deve tenerlo in tensione, perchè questo favorisce ogni sua mossa. Bafaro è talmente assoggettato, per paura del carcere, al Lafranco, che fa ogni cosa che gli dice. E quando mostra qualche titubanza, basta ricordargli il tintinnio delle manette.
Il giro di denaro dell’associazione Promoteo è importante, ed uno scaltro come l’avvocato Lafranco, lo ha capito. Per meglio gestire baracca e burattini, bisogna assumere il controllo amministrativo dell’associazione. L’amicizia con quel pm di un Cozzolino, da lui vantata, è la chiave giusta per aprire la cassaforte della Promoteo, e fare pressione sugli indagati, piegandoli completamente alla sua volontà.

Del resto, al signor Bafaro, e agli altri della associazione, non rimane molta scelta. L’alternativa è la rovina totale. Il Lafranco dice che la questione è seria, e se non ci si mette una pezza subito, con l’aiuto di quel fragolino di un Cozzolino, il rischio è che l’indagine si possa allargare, anche ad altri corsi. Le conseguenze sarebbero disastrose. L’intero “patrimonio” dell’associazione verrebbe sequestrato, e qualche manetta scatterebbe. Una tragedia.
Nel mentre, ad inchiesta avviata (2011), il signor Bafaro, su suggerimento del Lafranco, si è dimesso dalla carica di presidente della onlus Promoteo. E’ una mossa giusta da fare per tutelare l’associazione e il suo “portafoglio clienti”. C’è bisogno di una faccia pulita in questa fase alla guida dell’associazione.

A Bafaro subentra la signora Emanuela Leone. La quale, accortasi che più di un qualcosa nei conti non quadrava, dopo poco tempo si dimette. Ha ben compreso la gestione allegra della contabilità dell’associazione, e non vuole trovarsi nei guai, nè fare da paravento ad altri, così saluta e va via. La carica viene ricoperta, in “emergenza”, dalla moglie del Bafaro. Ma quella è una poltrona che scotta. Almeno in quel momento. E Bafaro non può lasciare la moglie esposta a questo rischio per troppo tempo.

Massimo Lafranco
Massimo Lafranco

Così, quel geniaccio di un Lafranco, che aspira ad impadronirsi dell’associazione, propone di nominare come presidente l’altra socia, cioè la sorella della moglie del Bafaro. Ricapitolando (questa è una storia dove i rapporti tra i soci sono di carattere familiare): l’associazione Promoteo è composta da due sorelle più il signor Bafaro. Una è sua moglie, e l’altra è sposata con l’amministratore della società S.C.M. Consulting s.r.l., Libero Cafaro. La classica “gestione familiare”. Cafaro è la persona che ha accompagnato, il signor Bafaro, nei viaggi della speranza a Torre Annunziata.
La società S.C.M. Consulting, è una società che offre servizi agli enti per la realizzazione di corsi. Organizza e predispone la logistica delle aule, e non solo. Offre anche servizi di tutoraggio e consulenze. Alla S.C.M., come per la Promoteo, il lavoro non manca. Infatti, la Promoteo è il principale cliente della S.C.M. Tant’è che la stessa vanta crediti dalla Promoteo per 1.250.000 euro. Mica cotiche. Questa cifra da il senso del giro d’affari del Bafaro.

L’intuizione del Lanfranco, nell’indicare la moglie dell’amministratore della S.C.M. come presidente temporaneo, sta nel fatto di aver capito che può scaricare un po’ di responsabilità su di lei. Per costringerla ad accettare l’incarico, perché la signora si mostra restia, inizia a far pressione sul marito, al fine di convincere la stessa ad accettare l’incarico, dicendogli che se vuole recuperare i soldi, questa è la sola via. Se non si trova il presidente, l’associazione rischia di chiudere. Il banco salta. Addio soldi.

Cafaro capisce che non c’è scelta e convince la moglie ad accettare. Quello che serve in questo momento all’avvocato Lafranco è qualcuno che firmi carte, assegni, incarichi e consulenze senza fare troppe domande. Nonchè, l’avvocato, suggerisce al Cafaro e al Bafaro come fare per trovare i soldi per pagare la prima rata di 100.000 euro, che a detta sua, servono per pagare il suo amico Cozzolino.

Ordina al nuovo presidente di liquidare al Cafaro alcune fatture alla sua societa S.C.M. Spettanze dovute, per servizi effettuati dalla società del Cafaro alla Promoteo. Questa operazione serve per non destare sospetti né fare movimenti strani sui conti correnti della Promoteo. Soldi che, appena incassati, ovviamente, il Cafaro dovrà versare direttamente all’avvocato in contanti come da accordi presi per saldare la prima rata di 100.000 euro, da versare al suo amico Cozzolino per apparare la questione in tribunale. E’ questo l’accordo. Se non si sblocca prima questo, non si può fare niente.

Quando avranno versato la cifra pattuita, solo allora l’avvocato spiegherà il suo piano operativo su come uscire indenni da questa vicenda. O meglio, spiegherà il piano di quel accomodatore di un Cozzolino.
Questa redazione è in grado di mostravi il passaggio di denaro sopra citato. Giusto per fugare ogni dubbio sul racconto. E questa, credetemi, non è la sola prova che abbiamo. Una ‘nzalata che non vi dico.
5 – Continua
GdD