Cozzolino, un maestro sopraffino

Quel trombone di un Cozzolino
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Sono quasi le otto di sera, e quel torchiatore di un Cozzolino ha definitivamente messo alle strette il signor Aniello Bafaro. Un interrogatorio serrato, incalzante, durato alcune ore e condotto da quel tenore di un Cozzolino in un crescendo inquisitorio con punte del tipo: lei, signor Bafaro, forse non ha capito che io la sbatto dentro! L’avvocato Annalisa Roseti, che conosce il signor Bafaro per aver partecipato anch’ella come tutor in alcuni corsi (?!) dallo stesso organizzati, non sa che dire.

E’ lì impietrita sulla sedia che osserva combattuta, tra la paura e l’ammirazione, quel requirente di un Cozzolino. Che muove la sua folta capigliatura, nel mentre recita le battute finali del suo impeccabile interrogatorio, come a voler imitare il grande maestro Muti quando dirige l’orchestra. La musica è finita. Verrebbe da dire. Il sacco è vuotato. Quel primo trombone di un Cozzolino ha tutti gli spartiti in regola. Il Bafaro è reo confesso.

Ha spiegato a quell’ inquirente di un Cozzolino come è organizzata la filiera dei ladroni. Dove ci sono tutti: politici, pubblici dirigenti, ditte “amiche”, e la solita fila di professionisti pronti ad insegnare tutto.

Del resto l’associazione Promoteo, “senza scopo di lucro” – qui evito ogni ironia perché la faccenda è seria, non so come si possa fregiare questa persona di questa nobile dicitura – a guardare i bilanci è una associazione che lavora e tanto. Acchiappa di tutto, roba da svariati milioni di euro all’anno. Bei barbettoni.

Organizza corsi per tutto e per tutti i gusti. Sono specializzati nell’estetica e nei famigerati corsi per operatori socio sanitari. Sono tutti parrucchieri, estetisti, maestri nella rigenerazione delle unghie e provetti infermieri. Professionalità diffusissime e richiestissime da noi, visto il numero che se ne sforna.

Già, perché noi cosentini ci teniamo ad andare in ospedale con la permanente fatta. La Promoteo onlus è ben strutturata; è da tantissimi anni sul mercato della formazione, ha ottimi agganci in Regione e in tutti gli altri enti. Non hanno mai problemi. La loro fetta di torta c’è sempre. E questo traspare dall’indagine in corso. Infatti i soldi a Bafaro non mancano. Tant’è che quel trovatore di un Cozzolino non ha problemi a recuperare parte della refurtiva, 180.000 euro, su uno dei tanti conti del signor Bafaro. L’associazione si presenta come una gallinella dalle uova d’oro. Un peccato mandare tutto all’aria. Avrà pensato qualcuno in quella ombrosa stanza.

La pasticceria Siciliana
La pasticceria Siciliana

L’interrogatorio può dirsi concluso. E così il signor Bafaro, insieme al suo avvocato guadagnano l’uscita. Ad attenderli al bar pasticceria Siciliana due personaggi: un indagato dello stesso procedimento e il più noto ad altre latitudini avvocato di Torre Annunziata Massimiliano Lafranco. Uno dei personaggi chiave di questa vicenda. Pare sia torrese di adozione e le sue origini calabresi.

Vive e lavora a Torre Annunziata. E’ intraneo (come scriverebbe quell’amanuense di un Cozzolino) all’UDC.

E’ componente del direttivo regionale del Movimento Popolare Campano. Ma è anche il presidente della S.P.A. Oplonti Multiservizi di Torre Annunziata, società preposta alla gestione di tutte le attività attinenti i settori dell’igiene urbana, del verde pubblico, e delle aree destinate ai parcheggi.

Dal 2008 al 2010 ricopre la carica di segretario della camera penale di Torre Annunziata. Dal 2009 al 2010 è presidente del Savoia calcio. Dal 2012 è coordinatore generale delle attività di formazione, con funzioni di promozione, progettazione, realizzazione di corsi formativi.

L’avvocato, nel mentre, riesce anche a far carriera politica, seppur nelle moribonde province, acquisendo la carica di assessore provinciale nel 2013, nell’ente Provincia di Napoli, con le deleghe al patrimonio, gestione del demanio, innovazione tecnologica, provveditorato, economato, gare, contratti. Non c’è che dire. Un vero e proprio pezzotto da quelle parti. Ma che ci fa davanti la pasticceria Siciliana il pezzotto? Insieme ad un altro imputato ha atteso l’arrivo del suo amico Aniello Bafaro, al termine dell’estenuante interrogatorio. Aniello arriva, si salutano calorosamente, e subito l’avvocato Lafranco gli chiede: allora, com’è andata? Ed Aniello di contro, con una certa ritrovata tranquillità, confortato dalla visione dell’amico, risponde: …
(2 – Continua)
GdD