Crisi a Palazzo dei Bruzi, De Cicco: qualcuno spiffera i fatti miei a Iacchite’

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La replica dei magnifici sei merita a sua volta una replica. Ma prima della replica alla replica, mi preme replicare alla replica del consigliere De Cicco fatta in un commento su FB al post del nostro articolo “Cosenza, Occhiuto elimina De Cicco e Del Giudice e avvisa Spataro”.

Il consigliere tagga Alessandro Martire, che come tutti sanno è stato al suo fianco per tutta la campagna elettorale. Alessandro ha partecipato attivamente e pubblicamente alla stesura del programma e alla costruzione della lista di “Cosenza Libera”. Ha partecipato e promosso gran parte delle iniziative. E si è occupato del “mantenimento” politico della segreteria di De Cicco. Due amiconi per la pelle. Sempre insieme. U catu e ra corda.

Nel commento, De Cicco, allude che i contenuti del mio articolo sono frutto di una “cantata” di Alessandro Martire, e anche falsi. Questo il commento:

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A questo commento segue quello di Alessandro Martire che riportiamo:

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Confermo il fatto che ad Alessandro Martire l’ho visto si e no due volte in vita mia, e sempre in compagnia di De Cicco. E tutte le due volte per caso davanti al negozio di Maria Grazia. Strada che facevo ogni mattina per andare in redazione. Non sapevo chi fosse, prima di quell’occasionale incontro avvenuto mesi fa, Alessandro Martire. E dal quel momento non l’ho più rivisto ne ho mai avuto il piacere di scambiare qualche parola con lui. Non lo conosco proprio. Se non perché vicino a De Cicco.

Non so il motivo perché De Cicco fa tale allusione. Forse che non sono più amici e pensa che qualcuno mi stia spifferando tutti i retroscena del suo movimento? Oppure perché i contenuti sono veri e pensa che solo uno interno al suo movimento può sapere determinate cose? Certo è che non è stato di sicuro Alessandro Martire a suggerirmi il veritiero articolo.

E poi se tra Alessandro e Francesco ci sono problemi che ne so io? Questo dovrebbe saperlo meglio di me De Cicco che con Martire si conosce bene. E spiegare magari pubblicamente gli eventuali motivi di rottura tra di loro, se motivi di rottura ci sono.  Il mio racconto nasce mettendo insieme pezzi di verità pubblica che neanche il sindaco Occhiuto nasconde. Nell’articolo non si svelano segreti, ma passaggi “politici” che avvengono da sempre e con chiunque. Si sa che la politica è contrattazione. E la rivendicazione di un assessorato non è sinonimo di intrallazzo. Perché negare questo, e accusare altri di cantarsela? Non è che gatta ci cova?

Alla replica dei magnifici sei e sul loro federarsi dico che è questa la mossa che si aspettava Occhiuto. E voi nella foga di prendere decisioni, ci siete cascati. Ora che siete un gruppo non avrà più a che fare con sei distinti consiglieri. Ma con un vostro rappresentante, semplificandogli di conseguenza la vita.

E se opposizione ci sarà in merito alla metro, queste si scioglieranno come neve al sole quando Occhiuto attiverà la sua macchina da guerra e spiegherà ai cittadini le modifiche che ha chiesto per il suo si all’opera: chiudere viale Parco al traffico cittadino e  farne un grande parco urbano attraversato solo da tram elettrici.

Inglobare via Popilia con il parco, costruendo una strada parallela che scorra lungo il fianco di tutto il quartiere, su cui deviare il traffico cittadino. Via Popilia non è più periferia, ma centro città. E su questo voglio vedere chi vota contrario.

GdD