Crisi PD, le strategie di Madame Fifì

Madame Fifì alias Enza Bruno Bossio
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Le cricche calabresi interne al PD in queste ultimi giorni sono in fermento. L’aria di resa dei conti che si respira nel PD non lascia presagire niente di buono per i vecchi capibastone locali del partito. Lo sfaldamento del PD è cosa sempre più concreta. La scissione dietro l’angolo. La deflagrazione scontata.

L’idea che ha Renzi del partito non coincide con quella dei vecchi tromboni che vedono l’odierno PD come frutto del loro “faticoso lavoro”, e non ci stanno a mollarlo a chi fino a ieri, seppur in maniera fittizia, li voleva rottamare. Se fino a ieri si sopportavano per amor di potere e denaro, oggi la questione, dice Renzi, va risolta una volta per tutte. Renzi aspira ad avere un PD senza più una minoranza interna di stampo “dalemiano” o giù di lì. Non vuole più ritrovarsi ostaggio di tutto quello che la cordata bersaniana si porta dietro: baronie politiche, feudatari della poltrona e combriccole di potere.

Categorie malandrinesche che si trovano ovviamente anche a iosa nei renziani. Ma siccome la gente vota Renzi, e i voti sono suoi, ha deciso che questo è il momento per liberarsi definitivamente, e questa volta per davvero, di tutto il vecchiume che lorda l’immagine del PD. Deve fare quello che aveva promesso e che lo ha fatto arrivare ai vertici del PD fino a diventare primo Ministro, e che, per questioni di becero opportunismo, non ha fatto. Gli piaceva troppo fare il premier, al punto che, piuttosto che rottamare, ha resuscitato tutti: Alfano, Cinghiali, Bersani, Bindi, D’Alema ecc.

Quella in atto, oggi, all’interno del PD è una lotta di potere tra vecchi e nuovi marpioni. Comunque vada, a prenderla in quel posto saranno sempre gli iscritti a questo zinzulu di partito. Che non possono fare altro che guardare inermi questo scontro tra delinquenti politici per il controllo economico e politico del PD.

In tutto questo i nostri marpioni locali del PD cercano di capire che pesci prendere. E come riposizionarsi senza perdere i privilegi acquisiti e la possibilità di essere di nuovo candidati alle prossime elezioni.

La scelta è complicata perché ancora i giochi non sono fatti. Le nuove correnti si stanno formando e i baroni fanno la conta. I pallottolieri sono al lavoro. E per avere un quadro definitivo, bisognerà aspettate il “totale”.

Michele Emiliano

Ma c’è chi, capita l’antifona, e non volendo lasciare il partito per opportunismo, lancia messaggi di adesione all’antagonista di Renzi alla segreteria: Emiliano.

E chi è questo che lancia messaggi? Chi se non lui, Capu i Liuni, al secolo Nicola Adamo. Con al seguito tutti i suoi sudditi. Il tutto sotto l’attenta regia di Madame Fifì.

Siccome le correnti del partito se le sono girate tutte, e non li vuole più nessuno, proprio perché usi al tradimento, alle vigliaccate, e ari curtiddrati ari spaddri, Capu i Liuni ha avuto la geniale idea di lanciare un amo ad Emiliano.

Spera che sventolando il suo pacchetto di voti clientelari, proprio in questo momento che Emiliano ne ha bisogno, lo stesso lo possa accettare la sua cricca senza farsi troppe domande.

La posta in gioco per Madame Fifì e Capu i Liuni è alta. Non seguiranno mai chi parla di scissione, perché per loro stare fuori dal PD significa perdere tutto. In una nuova formazione di “sinistra”, derivante dalla scissione del PD, non sarebbero di sicuro le facce giuste da portare in giro per promuovere un nuovo partito. In soldoni: fuori dal PD, Madame Fifì non ha nessuna possibilità di ritornare in parlamento.

L’unico tentativo che oggi il duo dell’intrallazzo può mettere in piedi per sperare di restare a galla, è quello di accodarsi ad Emiliano. Che non vincerà mai il congresso, ma resterà l’unica minoranza che Renzi accetterà. E nella ripartizioni delle candidatura per la Calabria e per Cosenza, nella “quota” destinata alla minoranza, potrebbe trovare posto Madame Fifì. E Renzi non potrà dire nulla.

Gira vota e riminia, se Emiliano dovesse cadere nella trappola di imbarcare tutto e tutti senza usare il setaccio, cumu va va, questi cadono sempre in piedi.

Ci vo furtuna ‘ntra vita. E soprattutto i voti. Per questi non ci sono problemi, garantisce Oliverio che destinerà ingenti risorse ai clienti di Madame Fifì. E le truppe cammellate già scalpitano.

Mi raccomando, per scongiurare ciò, chi può avvisi Emiliano.

GdD