Crotone, “Gettonopoli” al Comune: 24 consiglieri denunciati per furto e truffa

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A poco meno di una settimana dal caso relativo alla Provincia di Crotone, la Procura di Crotone ha rimesso 24 avvisi di conclusione delle indagini ad altrettanti consiglieri del Comune di Crotone “coinvolti” nell’indagine ribattezzata “Gettonopoli”. A notificarli sono stati gli uomini della Polizia Tributaria della Guardia di Finanza pitagorica.

I consiglieri, che sono stati denunciati per falso e truffa in concorso, sono Domenico Panucci, Michele Marseglia, Pantaleone Megna, Ferruccio Colosimo, Teresa Cortese, Manuela Cimino, SergioContarino, Mario Scarriglia, Sergio Iritale, Fabio Lucente, Fabio Antonio Trocino, Giuseppe Candigliota, Nino Corigliano, Vincenzo Camposano, Michela Irene Cortese, Giancarlo Devona, ClaudiaScarriglia, Fabrizio Meo, Enrico Pedace, Giuseppe Sorrentino, Michele Ambrosio, Ettore Persiano, Domenico Mellace, SalvatoreFriesenda.

Secondo la tesi degli inquirenti, nel corso delle riunioni delleCommissioni consiliari gli indagati avrebbero falsificato i verbalidelle sedute per ottenere indebitamente il cosiddetto “gettone di presenza“.

LE INDAGINI, che all’inizio hanno visto impegnate sia le fiamme gialle che gli agenti della Digos, sono state poi proseguite dalla Gdf in relazione agli specifici profili di spesa pubblica. L’attività si è difatti concentrata su tutti i verbali relativi al 2014, per una spesa complessiva di circa 357 mila euro e, sostengono gli inquirenti, dimostrerebbero che in quell’anno, i verbali irregolari delle diverse commissioni ammontano a oltre 170 mila euro, cosa che sarà contestata ai Presidenti e Segretari delle stesse Commissioni.

Sempre da quanto riferito dagli investigatori emergerebbero orari di sedute improbabili, come anche l’attestazione di presenze formali dei consiglieri per raggiungere il numero legale e quindi poter segnalare la seduta fra quelle per le quali il Comune ha poi proceduto a pagare i gettoni di presenza ai consiglieri effettivamente presenti o presunti tali.

I casi riferiti dai finanzieri si riferiscono a sovrapposizioni di commissioni nelle stesse giornate e orari, di altre in cui i consiglieri mentre erano al lavoro risultavano comunque presenti nelle riunioni o dicommissioni interrotte per alcuni motivi ma pagate lo stesso.

I VERBALI “COPIA E INCOLLA”

Le indagini sono proseguite anche per il mese di febbraio di quest’anno riscontrando le stesse condotte ed individuando altre 52 commissioni ritenute “strane”. Questa volta oltre agli orari delle sedute, alle mancate presenze, altro motivo di irregolarità sarebbe il non aver trattato gli argomenti all’ordine del giorno. In altri casi i verbali sarebbero stati redatti con la tecnica del copia incolla o firmati, come in un caso, con un nome di fantasia. Per il solo mese di febbraio l’importo segnalato come indebito è di oltre 10 mila euro.