Crotone, il Pianto di una mamma profuga e il silenzio assordante delle due parlamentari (di Vito Barresi)

E dire che almeno una delle due parlamentari che rappresentano Crotone a Roma, a giudicare dal luogo di gran classe dove ha preso residenza, un appartamento tutt’altro che ad equo canone, le cui finestre affacciano sul panorama romano mozzafiato, davvero per turisti a cinque stelle, ovvero il Portico d’Ottavia (fonte pagina social della stessa), avrebbe dovuto avere un fremito o un sussulto allorquando arrivavano dalla sua ormai lontana e natia Crotone le foto e le notizie della profuga scacciata in piena notte dal Cara di Isola Capo Rizzuto e messa su strada 106 dagli uomini ligi ai comandi marziali impartiti dalle nuove direttive di Stato e polizia firmate da Matteo Salvini.

di Vito Barresi

Avrebbe (condicio sine qua non o par condicio?) per lo meno dovuto far sentire la sua voce la senatrice di Crotone Corrado Margherita, sedicente in curriculum essere grande esperta d’arte e manifestazioni culturali, insieme alla sua collega deputata onorevole Elisabetta Barbuto (curriculum non pervenuto in rete), evidentemente entrambe deficitarie sul piano estrinseco della solidarietà a una donna, a una mamma, a una gestante, a prescindere dalla condizione di razza, di esiliata, di esclusa dalla storia e dall’attuale barbarie dei nuovi politici che vestono con terrificante coincidenza di colore giallo e di stelle, non fosse altro per semplice e immediato legame di genere, d’istinto, cultura, sensibilità femminile.

E invece niente. Niente del genere non diciamo maschile ma del femminile. Solo assordante silenzio che va a incunearsi, molto ma molto eloquentemente, nei faldoni zeppi di stupidaggini che contengono le migliaia di interrogazioni e interpellanze parlamentari, inutili e spesso pure mal scritte, depositate e presentate alle presidenzedei due rami del Parlamento, contro il Centro di Accoglienza di Isola Capo Rizzuto, a dire degli interroganti e interpellanti d’occasione quasi sempre ricettacolo di ogni nefandezza universale che mai si sia consumata nel corso della storia umana.

Colpisce e fa specie che le due stesse donne in Parlamento, la Barbuto e la Corrado, abbiano fatto buca su un episodio a dir poco emblematico, indicativo della delicatezza e della contraddittorietà che pure Fico declama quasi con il compassato distacco di un piccolo lord della Camera Bassaaccaduto al Cara di Isola Capo Rizzuto (LEGGI), quando nelle stesse contrade comunali, quasi in tempo contemporaneo, le stesse e altri in pompa magna anti mafiosaavevano ‘partecipato’ il momento, non sappiamo quanto troppo ‘enfaticamente’ strombazzato dai mediadell’arrivo e della subitanea ripartenza del presidente del Consiglio Conte (LEGGI), che come il suo omonimo cinematografico Conte Tacchia, aveva in tre minuti, un record che fa entrare il bel Conte nel Guinness dei Primatisbrigato la solita pratica della lotta alla ‘ndrangheta e delle terre confiscate, senza neanche gettare uno sguardo dall’aereo di Stato e dall’elicottero d’ordinanza, su un insediamento umano che viene a ragione definito il ventottesimo comune della provincia di Crotone, per numero di abitanti e residenti stranieri.

Fa purtroppo amarezza dover constatare la totale assenza in merito, della colta e sempre ‘preparatissima’ senatrice Corrado, pronta a visitare ogni museo della Capitale (non se ne perde nemmeno uno con l’ingresso gratuito, fonte pagina social della stessa) nel mentre da oltre otto mesi il Castello di Crotone resta chiuso (LEGGI) alla povera e derelitta utenza scolastica e turistica, la stessa senatrice che abitando in cotanto posto-appartamento da vipinternazionaleavrebbe comunque dovuto vibrare intensamente d’indignazione, come al solo suono dello shofar, all’udire la parola profuga, lemma che in ebraico è molto frequentato e conosciuto, nell’attualità come nel passato.

Profuga proprio come questa mamma espulsa nottetempo dal Centro d’Accoglienza di Isola Capo Rizzuto su cui forse ci si aspettava un briciolo di onorevole misericordia dei potenti e dei politicanti di turno.

Invece niente. A loro i musei capitolini a noi il cestello dell’Iper invece del Castello di Carlo V. Per Salvini il voto a favore e per Conte in trasferta nelle lande di Capo Rizzuto il servo encomio.

Solo una curiosità, sia ben chiaro molto parzialmente conclusiva. Sappiamo che la nostra illustre senatrice è un’abile guida turistica. Inviti qualche scolaresca a sue spese al Portico d’Ottavia, magari per farsi ben volere dopo la lunga chiusura procacciata dalla sua sfuriata alla Nembo Kid contro certa spaventosa ‘kriptonite’ fosforica.

Noi ne siamo certi, non tralascerà di raccontare che il Porticus Octaviae fu complesso di templi voluti da Ottaviano in onore della sorella Ottavia in cui fece costruire una biblioteca con due sezioni, una per i libri greci, l’altra per quelli latini, dedicata nel 23 alla memoria di Marcello dalla pietas materna.

Sì, proprio così la pietà: la pietà di una madrela pietà materna. La pietà quale sentimento, espressione, motivo, canto, carezza, parola che non abbiamo sentito risuonare verso la povera profuga scacciata dal Cara.

Senza questa pietà passa il fatto che il giudizio della pubblica opinione si tramuta e diventa diverso anche nel consenso politico.

Pietà l’è morta? Diciamo soltanto assente sia nei comunicati stampa, nelle dichiarazioni che nelle correnti attività parlamentari delle due onorevoli donne a Cinque Stelle.

Conosce il fatto, onorevole Madama che rappresenti Crotone e i crotonesi nei Palazzi del Parlamento?