Crotone, quando Sculco diceva che la ‘ndrangheta è un fenomeno letterario

“La ‘ndrangheta a Crotone non ha know how. E’ un fenomeno letterario”.

A pronunciare questa frase è stato nientepopodimenoche Enzo Sculco, condannato in via defintiva per truffa, turbata libertà degli incanti, corruzione e concussione nell’ambito dell’inchiesta sulla Provincia di Crotone di cui era vicepresidente.

Voi direte: perlomeno avrà avuto l’umiltà di rimanere nascosto, sottotraccia… E invece no! Qualcuno l’ha intervistato per il “Quotidiano della Calabria”. Domande scomode: zero. Anzi: sottozero. Cortesia: da vendere. Tappeti(ni) rossi: da stendere (anzi stesi e lustrati). Il suo recente passato non è stato neppure ricordato. Una verginella politica, che “Il Quotidiano della Calabria” nel titolo ha riassunto cosi: “Io rivoluzionario della politica – Il consigliere regionale più votato in città torna in campo con l’area dei Demokratici nel Pd – Sculco e le sue regole tra primarie e nuovi piani di sviluppo”.

Il rivoluzionario Sculco che detta regole, ha preso microfono e intervistatrice, li ha divorati e digeriti non prima di aver concesso all’intervistatrice stessa perle di politica. Come questa perla a esempio: “Il problema della Calabria è a Roma… A Crotone dopo Zirro non ci sono stati più mafiosi pericolosi, tanto da bloccare lo sviluppo”.

Sculco chiama amichevolmente per soprannome Luigi Vrenna, detto appunto Zu Luigi u “Zirro”, il recipiente di stagno dove viene raccolto l’olio appena spremuto. Né lui – c’è da capirlo – né l’intervistatrice (e non c’è da capirlo) ricordano che Vrenna è una famiglia crotonese che ha dato e continua a dare – anche per vie di parentele incrociate con i Bonaventura e i Corigliano – decine di boss e manovali della ‘ndrangheta. Secondo Sculco a Crotone, dunque, la ‘ndrangheta non ha know how. E’ un fenomeno letterario…

La democrazia è questa. La democrazia è anche leggere il fenomeno Sculco dichiarare alla solita intervistatrice che “rimarrò a Crotone…devo dare risposte agli elettori favorendo lo sviluppo sociale ed economico del territorio”.

Che Sculco rimanga a Crotone è un pericolo scampato per il resto d’Italia. Ma per i crotonesi?