Crotone, Vrenna e Nicola senza voglia di salvarsi? (di Vito Barresi)

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di Vito Barresi 

Che bella rosa d’inverno questo Crotone! Elegante, distinto, fragile, educato, persino timido, dunque, pronto a essere reciso da una gelida pedina di nome Dzemaili. Calcio e tormento sotto i fari suggestivi di una luna assassina, nel cielo sempre più disperato virato a blu notte, un Bologna massiccio e signorile, autorevole e sicuro insacca, con evidente differenza di rango e classe, i ‘giovani cafoni’ avversari, rimasti ancora alla salsiccia con il peperoncino e il Cirò, ignari del livello morandiano di un taglio di mortadella alla Carracci, di certo bagnato con suadenti bollicine di champagne.

La gita fuori porta del pullman felsineo, che non porta più prodi in giro per l’Italia, fa pit stop tra le marine joniche, semplicemente per inguaiare ancor di più gli avversari rossoblù. Battuti con un sol colpo smarcante. Senza neanche sporcare il segnaletico colore sgargiante della propria maglia giallo flou con cui hanno gareggiato allo Scida.

Alla non tanto stratosferica squadra emiliano-canadese, per far fuori il Crotone, è bastato soltanto un Punt e Mes. Un semplice brindisi shakerato senza ghiaccio servito in soli sette minuti, dopo un caldo e vaporoso intervallo negli spogliatoi della squadra pitagorica.

Confort d’ambiente che evidentemente fa indugiare in narcise mollezze il Presidente Vrenna e il Mister Nicola. Che, a quanto pare, invece di scongiurare la doccia scozzese già preparata dall’attacco emiliano, vanno in pausa sauna senza fare la dettagliata analisi, in rapida sequenza, dei tanti e troppi, perché visti in un baleno durante il primo tempo, errori e omissioni dei propri atleti sottotono.

Al contrario Donadoni, che i reporter hanno colto in meditazione astuta e cogitabonda già intorno al quarantesimo, stava già pensando alla mossa utile, la stoccata vincente per sbilanciare il Crotone e rimettere in cattedra la sua truppa, vulnerata da due non attese sostituzioni, al nome di Torosidis per Emil Kraft (si tratta sempre di food e Gdo quando si va in Piazza Maggiore) e Gastaldello.

Il tecnico del Bologna batte sull’abbrivio della ripresa il disattento mister Nicola, in fondo perché legge meglio di lui, e più in fretta, tutta intera la scansione precedente, comprendendo il passo successivo, la previsione non del gioco ma del risultato. La soluzione è stata poi soltanto quella di tirare all’angolo del palo dove non c’era un portiere che al rientro si scrive Cordaz ma durante l’incontro si è pronunciato Zadroc.

Un’inversione di lettere e di veduta che consegna al Crotone, non solo l’ennesima sconfitta, ma il primo fatale passo falso verso la retrocessione. Un vero e proprio salto nel vuoto su cui non si può più glissare. L’avventura del Crotone in Serie A ora si complica veramente. Praticamente la squadra di Vrenna e Nicola si trova nel mezzo esatto di un mazzo confuso di sconfitte, un bouquet dissipato di speranze e aspettative tradite, alla disperata ricerca di una miracolosa e chimerica resurrezione. Che di turno in turno, si va sempre più dileguando.

E, in questo surreale labirinto di velleità, sottovalutazioni e dilettantismo quello che sta emergendo con più evidenza è che nessuno, tra società, panchina e spalti, ha veramente voglia di salvarsi.