Crozza strapazza Minniti: “Il Pd non può lasciare il fascismo ai fascisti…”

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Se noi del Pd vogliamo vincere le elezioni non possiamo lasciare il fascismo ai fascistiIeri su “Nove” è tornata ‘Fratelli di Crozza’, la popolare trasmissione di Maurizio Crozza. Già qualche settimana fa il comico genovese aveva presentato in anteprima questo “nuovo” personaggio: Marco Minniti. E quella frase aveva già avuto un effetto esilarante. Ma vedere tutto il “pezzo” su Minniti è stato ancora più efficace. Del resto, era ora che la satira puntuale, pungente e per certi versi disarmante di Crozza puntasse anche su questo furbacchione di ministro che tomo tomo cacchio cacchio strizzando l’occhio alla destra più becera, vorrebbe continuare ad avanzare nel suo squallido progetto.

L’estate ha portato consiglio a Maurizio Crozza. Le dichiarazioni, e le azioni, del ministro dell’Interno in materia di soccorso ai migranti in mare e rapporto con le ONG impegnate nelle operazioni di recupero dei naufraghi, hanno segnato l’agenda dei media e dei Palazzi. Per il suo ritorno autunnale, quindi, Crozza non poteva sottrarsi e ha puntato su uno dei temi più delicati dell’estate 2017. Il claim del suo Minniti? “Se noi del PD vogliamo vincere le elezioni, non possiamo lasciare il fascismo ai fascisti”. Appunto.

Il tema è la parola sicurezza, non lasciate mai e poi mai la parola sicurezza agli altri“, avverte Crozza-Minniti. E ancora: “La parola ‘spezziamo le braccia ai migranti non possiamo lasciarla alla destra. Se non picchiamo i neri, vince la destra che vuole picchiare i neri. Nei prossimi dieci anni, sappiatelo amici neri, comunque vada voi le prendete“. Chiaro, no? Questo è veramente fascista, solo che è travestito da uomo di sinistra, ormai lo sanno tutti.Ma procediamo con ordine e vediamo insieme i passaggi salienti del “pezzo” di Crozza su Minniti. Il punto di partenza non poteva essere che il suo periodo “Lothar” con “Mandrake” D’Alema. Il baffetto del mago paragonato a quello del politico e dissacrati alla grande dal comico, hanno strappato applausi a scena aperta, specie quando è spuntata fuori la foto d’ordinanza di Minniti e D’Alema nel periodo in cui erano inseparabili. E da Mandrake-D’Alema all’altro mago più illusionista del mondo, che risponde al nome di Renzi, il passo è stato brevissimo. Applausi e risate per suggellare il primo “quadro”.

“Sono tutti innamorati di Minniti” attacca Crozza quasi sconsolato per introdurre la seconda “gag”. Eh sì, perché tra le innamorate principali dell’agente pelato c’è addirittura Alessandra Mussolini, che non molto tempo fa ha ammesso che il ministro “… ha fatto quello che dovevamo fare noi”. E parlava a nome del nonno ha chiosato Crozza scatenando l’ilarità generale. Così come per gli apprezzamenti della Santanché, perfettamente in linea con la Mussolini. Minniti, uomo che si definisce di sinistra e che però piace incredibilmente alla destra: “Nel ’45 era il sogno di tutti i partigiani” sfotte Crozza che centra ancora un’altra battuta perfetta.E che dire della diplomazia del Nostro? Crozza commenta un articolo di giornale nel quale c’è scritto che l’Italia ha dato 46 milioni di euro (!) alla Libia e fa vedere le foto di Minniti che saluta calorosamente sia Al Sarraj, il leader riconosciuto dall’Onu, che il generale Haftar, quello non riconosciuto. “O finanzi uno o finanzi l’altro” taglia corto Crozza, “non puoi dare soldi a tutti e due…”. E giù ancora risate e applausi per sottolineare il grande bluff di un Minniti furbo, opportunista e “spietato sceriffo di destra”. Ridicolizzato come strameritava.

A questo punto, Crozza ci fa vedere Minniti in alcune pose che ormai sono diventate abituali: i cambi di tono della voce, le frasi quasi sussurrate per sottolineare il momento decisivo per la “tenuta democratica” del Paese, i movimenti studiati delle mani e persino degli occhi sgranati e ovviamente i due sostantivi preferiti del Minniti oratore: l’assillo e il cruccio. Il preludio al penultimo “quadro”, quello dell’imitazione vera e propria.

L’Europa che gli tributa il merito di non si capisce bene cosa e poi rieccoci al tormentone iniziale, quello delle parole che non possiamo lasciare ad altri: non solo fascismo e sicurezza ma anche manganello, mazza chiodata, bastone nel culo, menare ai froci… Con tanto di sguardo “assassino” e di destra.

E la lotta alla mafia? Altro quadretto esilarante che ci consegna il bluff di Minniti. “La lotta alla mafia la facciamo col controllo del territorio. Come lo facciamo? Come fa la mafia!”. Che poi è la semplice e triste verità, lo sanno tutti che lo stato non fa proprio nulla per fermare le mafie e lo sa bene anche Minniti. Si chiude con la canzone, la parodia di “Una carezza in un pugno” dove il ministro fascista viene sfottuto ancora alla grande. Bravo Crozza, l’imitazione di Minniti è un vero gioiello e speriamo che serva a far capire agli italiani il “pacco” che ci vuole calare il nuovo e sempre più schifoso Partito della Nazione.