Cupole geodetiche: cosa c’è dietro all’attivismo di Mario il cazzaro?

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Mario Occhiuto, ormai da qualche giorno, ha dato ordine di “smontare” le cupole geodetiche di viale Magna Grecia.

In molti si stanno chiedendo qual è il vero motivo di questa operazione, al di là delle solite chiacchiere del sindaco-presidente-architetto alle quali, ormai, non crede neanche lui stesso. E’ davvero poco credibile, del resto, la giustificazione secondo la quale Occhiuto starebbe spostando le cupole da una parte all’altra per… puro spirito di servizio nei confronti della città e della comunità. La verità ovviamente è un’altra.

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LO STOCCAGGIO SUL CAMPAGNANO

Nella zona delle cupole geodetiche di viale Magna Grecia, per oltre un anno (febbraio 2014-febbraio 2015), sotto gli occhi dei cosentini, ha operato una vera e propria “bomba ecologica”. Che tutti hanno fatto finta di non vedere.

Era il centro di stoccaggio (temporaneo!) allestito in fretta e furia da Occhiuto e dall’azienda Ecologia Oggi da quando l’emergenza del sito di Pianopoli aveva determinato la crisi del sistema di conferimento in città. Il problema non è tanto la durata dell’emergenza ma il sito individuato da gente che non ha il minimo rispetto per la comunità che amministra e dalla quale viene lautamente pagato.

Basta guardare la zona dall’alto per capire il disastro ambientale che si è creato. Lo vedevano tutti che quella grandissima discarica abusiva sorgeva nel bel mezzo del corso del torrente Campagnano. Era così evidente che si rischiava di cadere nel banale. Eppure, lo stadio “Gigi Marulla” si trova a due passi, lì vicino c’è anche la torrefazione del Caffè Aiello, quello preferito dai cosentini. Non lontano, la piscina comunale, le abitazioni di via degli Stadi e il liceo scientifico di Castrolibero.

Ciononostante, il centro di stoccaggio temporaneo ha lavorato a pienissimo regime. I camion di Ecologia Oggi andavano e venivano per tutto il giorno e i container bianco e azzurri dentro i quali si sversavano i rifiuti erano almeno una cinquantina. Pensate che i cassoni erano chiusi così male che le tracce del percolato erano (e purtroppo sono ancora) visibili anche da grandissima distanza.

Il percolato, per chi non lo sapesse, è un liquido altamente inquinante che trae origine dall’utilizzazione di acqua nella massa dei rifiuti e dalla decomposizione degli stessi. In misura minore è anche prodotto dalla progressiva compattazione dei rifiuti.

Il percolato prodotto dalle discariche è un refluo con un tenore più o meno elevato di inquinanti organici e inorganici, derivanti dai processi biologici e fisico-chimici all’interno delle discariche. Per legge, deve essere captato e opportunamente trattato nel sito stesso della discarica o trasportato in impianti ad hoc debitamente autorizzati allo smaltimento di rifiuti liquidi.

Ma questo centro di stoccaggio temporaneo e a quanto pare anche “invisibile” non rispondeva al benchè minimo requisito di legge. E infatti il patron di Ecologia Oggi, Eugenio Guarascio, è stato denunciato dai carabinieri del NOE quando, finalmente, il Comune ha capito che avrebbe rischiato grosso e ha deciso di chiudere questa bomba ecologica in piena città.

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LA STORIA E LE ALTRE DISCARICHE

I rifiuti alle cupole geodetiche affondano le loro radici fin dai tempi della celeberrima Operazione Tamburo (anni Novanta) quando vennero fuori quintali di spazzatura interrata e, come accade spesso dalle nostre parti, non ci fu mai un vero colpevole. Nonostante l’impegno del magistrato Eugenio Facciolla.

L’area è rimasta sequestrata per anni ma era chiaro come il sole che sarebbe rimasta ricettacolo per tutti gli scaricatori abusivi. Spazi troppo grandi e invitanti. Figurarsi poi quando le amministrazioni andavano in crisi per il conferimento dei rifiuti. E che dire quando l’Ente Fiera è andata in liquidazione? L’anarchia ha regnato sovrana…

Quando era sindaco Salvatore Perugini, i camion della ValleCrati buttavano montagne di rifiuti dentro quell’area ancora sequestrata. Poi, a dicembre del 2012, dopo il dissequestro e l’avvio della bonifica da parte di Ecologia Oggi, sono stati i costruttori a fare la parte del leone e a liberarsi di (quasi) tutti i rifiuti ingombranti e comunque più ostici.

Ma il centro di stoccaggio delle cupole non è la solita discarica presente nell’area del torrente Campagnano. Ce n’è una vicinissima in linea d’aria, quella di Sant’Agostino. Il forte sospetto è che il lungimirante Orlandino Greco voglia attaccarla alla sua, quella di Castrolibero, che sorge sempre nella stessa zona.

Se poi aggiungiamo che una parte della politica proprio in quest’area vorrebbe addirittura realizzare un ospedale, il quadro è veramente completo.

Le domande che un cittadino qualsiasi potrebbe porsi, a questo punto, sono quelle di sempre. Chi concede i permessi? E cosa fa (ma che ve lo diciamo a fare?) la procura di Cosenza? E carabinieri e polizia che vivono sul territorio, come fanno a non rendersi conto che siamo al limite del disastro ambientale?

Tra percolato, rifiuti di ogni tipo e inquinamento dilagante, è mai possibile che non si sia riusciti a organizzare quantomeno un sopralluogo in questa bomba ecologica? Per quasi due anni gli (sporchi) interessi di Ecologia Oggi, Occhiuto, Orlandino Greco, costruttori e imprenditori hanno dilagato senza che nessuno (neanche gli ambientalisti de noantri) dicesse una sola parola.

Oggi (e qui torniamo a bomba allo “smontaggio” delle cupole geodetiche) dev’essere cambiato qualcosa.

Di conseguenza, o i carabinieri del NOE e la procura di Cosenza si sono svegliati, facendo “svegliare” anche quel cazzaro di Occhiuto. Oppure il Nostro si sta dando da fare per dar manforte all’ipotesi dell’ospedale privato di Rende e sta sbaraccando roba che lo metterebbe comunque in cattiva luce.

In ogni caso, la verità è diversa, come sempre, da quella che ci vorrebbe far credere.