Cutro, i rampolli del clan facevano “paura” col loro nome

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E’ partita dall’incendio del portone dell’abitazione di una nota famiglia di imprenditori di Cutro, avvenuto nel febbraio scorso, l’inchiesta dei carabinieri del Comando provinciale di Crotone che stamani hanno portato all’arresto di cinque giovani (uno ai domiciliari) e ad un provvedimento di obbligo di dimora.

Le indagini portarono subito ad individuare 3 giovani ritenuti gli autori del gesto.

Proseguendo ad indagare su di loro, i carabinieri hanno portato alla luce un’attività di spaccio di sostanze stupefacenti, rapine e danneggiamenti a danno di imprenditori locali.
L’operazione è stata denominata “Filiorum” in quanto tre dei sei destinatari del provvedimento del gip sono figli di esponenti di primissimo piano della locale cosca, incentrata sulla ‘ndrina di Nicolino Grande Aracri.

Nel corso delle indagini, i carabinieri hanno scoperto una rapina ad un ristorante di Roccabernarda portato a termine sempre dagli stessi tre giovani che armati e col volto travisato rapinarono 2.500 euro terrorizzando i clienti.

Nella circostanza, nel locale era presente il figlio di uno storico boss della ‘ndrangheta di Petilia Policastro che temendo che i rapinatori fossero in realtà sicari andati ad ucciderlo si era letteralmente lanciato dal primo piano del locale per poi scappare nel buio delle campagne circostanti. Gli investigatori hanno anche accertato un vasto giro di spaccio di droga nel centro di Cutro.

In una occasione il gruppo si era recato a Gioia Tauro per rifornirsi di stupefacente.

“È stata un’indagine intelligente sviluppata in tempi brevi e con molta efficacia per trovare fonti di prova” è stato il commento del comandante provinciale di Crotone dei Carabinieri, colonnello Salvatore Gagliano.

“Abbiano messo fine ad un’attività criminale e ad una escalation che aveva già creato grave allarme sociale” ha aggiunto.

Il fatto che tre degli arrestati siano figli di persone considerate esponenti di primissimo piano della locale cosca è un aspetto giudicato fondamentale nelle dinamiche criminali: “Sappiamo – ha infatti spiegato Gagliano – che non ci sono gruppi in questa zona che si muovono autonomamente. Loro usavano il loro nome per acquistare grosse partite di cocaina ed incutere timore”. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il capitano Claudio Martino, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Crotone.

Gli arrestati sono Salvatore Martino, di 24 anni, attualmente detenuto; Luigi Martino (29), avvisato orale; Francesco Gentile (51); Francesco Peta (25).

Ai domiciliari è stato posto Angelo Aiello (22), mentre per Issam Mohammadi (21), è stato disposto l’obbligo di dimora.