Dal teatrino dell’Amaco: miseria, assunzioni clientelari e nuovo presidente

Piercarlo Chiappetta, cognato dei fratelli Occhiuto

L’allegra gestione Capalbo – Marcelli sta portando a sicura distruzione l’Amaco, un’azienda che poteva e doveva dare serenità al personale impiegato, agli utenti che ne facevano uso per i loro necessari spostamenti e a tutto l’indotto lavorativo che poteva far muovere.

Ma mentre i dipendenti dell’ AMACO ad oggi avanzano da 2 mesi lo stipendio e non solo, continua lo sperpero di denaro da parte dell’ allegra compagnia che gestisce la municipalizzata, con a capo della scenografia il presidente Mario Capalbo, seguito dall’indiscusso regista, il direttore Gianfranco Marcelli e dal costumista, l’ ingegnere La Valle.

Sì, proprio un bel teatrino supportato dai fedelissimi, i papponi Spataro e Gervasi, con la loro numerosa e famelica band, orgogliosi di quanto accade.

spataro occhiutoDopo le varie promozioni ai fratelli dei consiglieri comunali, quei papponi di Michelangelo Spataro (il peggiore) e di tale Luca Gervasi, e le regalie e le prebende agli amici iscritti al Partito del Cazzaro, adesso all’AMACO, come abbiamo scritto tempo fa, abbiamo registrato anche le assunzioni preelettorali.

Poco prima del voto infatti sono stati assunti 7 nuovi autisti (F. Bevacqua, D. De Rose, C. Naccarato, G. Saullo, M. Serra, V. Sforza, ne manca uno e lo sgameremo presto), i quali sono stati visti più volte nelle presentazioni delle liste del sindaco (e poi dicono che c’era tanta gente “libera” alle puttanate di Occhiuto…) e in particolare nelle manifestazioni (private) di quel pappone di Spataro.

Queste assunzioni avrebbero avuto un senso se fossero avvenute qualche mese fa, quando sistematicamente si sopprimevano numerose corse del servizio urbano e si facevano un buon numero di ore di straordinario ma non certo adesso, con le scuole chiuse e con 11 autisti che non avranno più niente da fare perché non più impegnati col servizio scuolabus.

Cosa faranno adesso? Staranno fermi a passeggiare nel piazzale dell’Amaco? 

Cosa ne pensa il grande regista dell’azienda ovvero l’ingegnere Gianfranco Marcelli, visto che è lui il direttore tecnico e il responsabile? Marcelli, ormai da una vita all’azienda, è proprio un ottimo regista e i suoi “attori” sono tutti raccomandati e sponsorizzati dal cazzaro e dai suoi bravi (inteso nel senso manzoniano del termine).

“Attori” che dall’Amaco non vogliono altro che ricavi personali senza pensare minimamente al disastro economico dell’azienda. Pignoramenti da parte di fornitori non pagati per pezzi di ricambio, Finanziarie non pagate, finanche i contributi non pagati ai dipendenti, con tanto di dolorose detrazioni dalle stesse buste paga in barba ad ogni legge.

Mario Capalbo, presidente Amaco
Mario Capalbo, presidente Amaco

E il presidente Mario Capalbo, altro scendiletto del cazzaro, che ha fatto in questi lunghi mesi? Ha sponsorizzato apertamente i candidati di Occhiuto, ha viaggiato in tandem con Piercarlo Chiappetta, il truffaldinissimo cognato degli Occhiuto a caccia perenne di soldi e pastette e ha tappezzato l’azienda di santini elettorali.

Ma non solo: come abbiamo già scritto tempo fa, assume ancora personale da una graduatoria vecchia di otto anni dove il limite di partecipazione era fissato a 39 anni…

E passiamo alle notizie fresche.

A giorni verranno pagati i restanti debiti elettorali con la promozione di 7 nuovi inutili capetti, facenti quota al sodalizio Chiappetta-Gervasi-Spataro. Sì, avete capito bene: tutto questo alle spalle dei poveri dipendenti e delle loro famiglie bisognose che non sanno a chi rivolgersi per andare avanti.

C’è da dire però che all’AMACO, mentre la situazione precipita, qualcuno trova il tempo per divertirsi a giocare facendo tornei e scampagnate dove il regista Marcelli è sempre presente con il suo sciocco costumista, anche qui senza vergogna. E mentre qualcuno si diverte, ci sono altri che, disperati, compiono gesta barbariche contro i propri cari.

Ma ritornando al quadro dell’ azienda e all’ allegra gestione, si andrà quindi ad aggravare un già negativo bilancio aziendale che in questi 3 anni di mala-gestione dell’ architetto Capalbo, ha visto l’ AMACO indebitarsi ormai quasi irreversibilmente. Infatti non solo non vengono pagati gli stipendi ai dipendenti ma ci sono debiti per centinaia di migliaia di euro con fornitori, erario, fondi previdenziali, finanziarie eccetera. Tutto questo solo per interessi di bottega.

busamacoE così, come per le assunzioni preelettorali ad esclusivo interesse del trio Chiappetta-Spataro-Gervasi, fatte in un periodo sbagliato (scuole chiuse quindi molti meno utenti trasportati) adesso si verifica quello che si paventava: personale in esubero che sta fermo in Azienda per carenza di autobus mentre la poca utenza rimasta sta ad aspettare alle fermate nella speranza che un autobus arrivi.

Con la promozione di queste 7 unità si andrà ad incrementare un settore già di per se completo pari come numero ad aziende dieci volte superiore all’ AMACO in senso di affidamento di servizi. Se questo non è sperpero di denaro pubblico come vogliamo chiamarlo?

Il grande regista non parla, agisce servile ai comandi che riceve, senza batter ciglio e senza opporsi alle grandi vergogne che l’azienda da lui diretta sta collezionando.

bustour1Il grande scenografo parla di mancata erogazione di risorse da parte di Palla Palla mentre il suo servo sciocco contabilizza l’ avere da parte della Regione. Nessuno però dice le reali condizioni del bilancio di questa Spa, né dei reali debiti contratti dall’ allegra gestione che di tutto si preoccupa tranne del servizio di trasporto pubblico affidatogli, anzi privilegiano i servizi dei vizi, le escursioni del bus scoperto tanto caro al cazzaro, almeno quanto le serate di gala al Castello e, dulcis in fundo, il servizio rimozione che costa all’ azienda circa 150.000 euro annui per incassarne meno di 1.000.

Ci informano che qualche giorno fa all’Amaco si sarebbe svolta una riunione sindacale alla quale ha preso parte in grande spolvero direttamente Piercarlo Chiappetta. La novità è che il cazzaro avrebbe previsto l’insediamento di un nuovo presidente nella persona del suo amatissimo cognato, che si dimetterebbe da consigliere comunale e scavalcherebbe lo spompatissimo Capalbo. Questo almeno è quanto ha dichiarato ai sindacalisti lo stesso Chiappetta, il quale, se possibile, è più cazzaro di quello originale.

Noi staremo comunque alla finestra, pronti a denunciare come sempre tutto il malaffare e la corruzione che si annida all’interno dell’azienda (si fa per dire) Amaco.