Day Hospital di S. Stefano: prosegue l’affare Manna-Ponzio da 5 milioni di euro

Il Day Hospital di Rende
Advertising

Va avanti il “fortunato” affare del Centro Polifunzionale Day Hospital di contrada Santo Stefano, del valore di ben € 5.114.950,00.

Riassumiamo in breve la sua storia. L’edificio, finanziato con fondi pubblici anni e anni fa, avrebbe dovuto ospitare dapprima una casa di cura e poi un Day Hospital; ma rimase abbandonato e inutilizzato.

Nel 2011 il Centro polifunzionale Day Hospital, catastalmente identificato al foglio 25 mappale 51, 52, 635, 637, 75,77,79, superficie lorda: p. terra mq. 2.590, p. primo mq. 514, in scadente stato di conservazione; venne messo all’asta, con base di € 1.800.000,00 al netto di ogni onere di trasferimento e spesa fiscale, come per legge.

Particelle di terreni aventi scopo edificabile a suo tempo espropriate ai legittimi proprietari per scopo di pubblica utilità. Il Comune di Rende con l’asta aprì enormi possibilità di guadagno all’acquirente privato, ovviamente, considerando anche la sua di possibilità di guadagno.

Avrebbe benissimo potuto prevedere nel bando il diritto di prelazione dei legittimi proprietari espropriati, per ritornare in possesso del loro bene; ma il terreno è passato in mano ai privati. Secondo fonti attendibili si parla di Gianfranco Ponzio, alter ego di Tonino Gentile (come vi avevamo precedentemente svelato).

Un affare, in pratica, che si spartirebbero (e che hanno già iniziato a spartirsi) in tre: Comune di Rende con Marcello Manna, Ponzio e Cinghiale.

Perché, come avevamo già previsto, a seguito dell’avviso pubblico dell’Inail, per la “selezione delle manifestazioni di interesse per l’effettuazione di iniziative immobiliari di elevata utilità sociale” (che prevede, appunto, una massa di finanziamenti di poco superiore ai 5 milioni di euro); il Comune di Rende ha partecipato a tale manifestazione predisponendo il progetto definitivo denominato “Adeguamento sismico e ristrutturazione del Centro Polifunzionale Day Hospital lic. S.Stefano”.

Lo stesso progetto, redatto dall’ufficio tecnico, è stato approvato a settembre 2015 congiuntamente con il professionista esterno, architetto Giulio Cesare Guccione per la parte impiantistica e strutturale; al quale, lo scorso mese, sono stati liquidati i primi 3.172,00 euro della torta da dividere.

Nonostante la prevedibilità e il succulento affare già preannunciato mesi fa, tutto procede regolarmente sulla via del magna magna, sempre e solo a favore dei soliti noti.

E i cittadini? Nel 2010 il Comitato Spontaneo Rende asseriva: “Per quanto ci riguarda ci opporremo con la protesta civica a questa che appare come un’operazione finanziaria sicuramente per risanare le casse del Comune di Rende sempre più in dissesto e non certo dell’interesse pubblico dei cittadini di S. Stefano”.

Ma l’operazione va avanti, l’affare viene gestito al meglio dai suoi accordatori e dell’interesse pubblico dei cittadini ancora nessuna notizia.

Valentina Mollica