DDA, che fanno i deputati PD per denunciare la carenza d’organico?

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Non basta l’indignazione, l’impegno, la dedizione e la denuncia per sconfiggere la mafia: insieme a questo servono anche le risorse, umane ed economiche. Ed è quello che più di ogni altra cosa, oggi, hanno bisogno le nostre procure.

Servono magistrati – possibilmente non selezionati per appartenenza a lobby e caste, altrimenti non servono a niente, conviene che restiamo così, senza aggravare la situazione – esperti nell’utilizzo delle nuove tecnologie, insieme a questi, investigatori, auto, benzina, toner e carta igienica.

In una regione come la nostra gli organici nelle procure non sono mai sufficienti. Principalmente alla DDA di Catanzaro. Che di fatto copre mezza Calabria. Pochi magistrati impegnati giorno e notte in inchieste che scottano veramente.

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Mi preme fare un inciso: ci tengo a specificare che non parlo di procure come Cosenza, perché lì sarebbe meglio azzerare tutto e tutti e ricominciare daccapo con persone nuove. A Cosenza non servono altri magistrati, servono nuovi magistrati. Possibilmente onesti. Perché quelli che ci sono, la maggior parte almeno, fanno parte di un sistema di potere locale che salvaguarda gli imbrogli dei politici e degli imprenditori ladroni. Sono una cricca, né più né meno di una qualsiasi banda criminale di quartiere.

La prova più evidente è quella che nella città più corrotta d’Italia (guardare dati), la procura di Cosenza non ha mai aperto un fascicolo, una inchiesta, un processo per questo reato. Allora mi chiedo: se siamo tra le città più corrotte d’Italia vuol dire che c’è chi corrompe e chi si fa corrompere, o no? Ma a Cosenza nessuno è stato mai arrestato per corruzione.

Delle due l’una: o questa cosa della città più corrotta d’Italia è falsa, e quindi non servono processi e indagini, oppure la procura è corrotta. Fate voi. Io propendo per la seconda. E poi, basta con questa sacralità dei giudici che non si può dire niente su di loro. Chi sono? Gesù Cristo? Fanno anche loro parte dei dipendenti pubblici, e se non fanno il loro lavoro, o imbrogliano, così come ci scagliamo contro dirigenti comunali, dottori, ecc. ecc., anche con loro facciamo lo stesso.

toga che se ne va

Non è che ce l’hanno più sopra degli altri perché sono magistrati e ci spaventiamo che ci arrestano con qualche imbroglio. Quando non funzionano le procure i danni più gravi li subisce il cittadino. Allo stesso modo di quando non funziona l’ospedale o il pronto soccorso. Senza Giustizia nessuna pace (sociale).

I magistrati hanno una responsabilità in più rispetto agli altri dipendenti pubblici, ogni loro azione deve avvenire nel massimo della trasparenza e nel rispetto del codice e della Costituzione. Ma a Cosenza questa viene sistematicamente tradita. Invece di usare i poteri che la Costituzione gli assegna per tutelare il popolo, approfittano di questo per garantire impunità a ladri, mafiosi e politici corrotti, dietro corrispettivo naturalmente. E se ti permetti di denunciare questo, o a fornire le prove di questo o quel furto di denaro pubblico, a Cosenza, in galera ci vai tu. Si inventano di tutto in procura a Cosenza, tanto nessuno li controlla, sono loro la Legge.

Possono imputarti qualsiasi cosa, costruire prove e testimonianze false a loro piacimento. Controllano tutto. E tutti si adeguano a loro. Insomma, è meglio che ti fai i fatti tuoi se non vuoi passare guai. Questo è il messaggio della procura di Cosenza ai cittadini, pari a quello mafioso. Cumu simu arridutti. Lo abbiamo visto con l’indagine sugli affidamenti diretti di Occhiuto: tutto insabbiato, e nascosto. Questo è.

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Dicevo di carenza di organico alla DDA. Che è l’unica speranza per i calabresi onesti. Non capisco perché il ministero non prende seri provvedimenti in proposito. Del resto anche il dottor Gratteri ha subito chiesto questo al Ministro. E vedrete che nulla si muoverà, perché alla politica non conviene dotare la DDA di personale e mezzi, perché questi poi indagano su di loro.

Perciò non si risolve mai questo problema: è come chiedere al condannato a morte di caricare i fucili per la sua esecuzione. Si preferisce dare denaro a questa o quella associazione antimafia a trucco, piuttosto che spenderli per rendere efficiente l’apparato investigativo della procura. Fateci caso, nessuno dei nostri deputati sposa apertamente e fino in fondo questa battaglia. Al di là degli slogan, o del comunicato che si manda ai giornali. Dopo di che cala il silenzio. Nessun politico che alza la voce con il ministro, nessuna interrogazione parlamentare.

Eppure abbiamo in Calabria 4 deputati che appartengono alla commissione antimafia. Che non dicono niente. Inconcludenti, e privi di onestà. Infatti il loro impegno in questa battaglia è pari a zero. Perché se c’è Madame Fifì, nella commissione antimafia che ti vuoi aspettare? Che doti la procura dei mezzi per indagare sulle sue malefatte e quelle del marito? Non lo farà mai. Così come gli altri che tendono a coprire gli amici degli amici.

Conviene a tutti questi politici corrotti che la DDA di Catanzaro resti senza un organico sufficiente, così non avranno mai il tempo per indagare sui loro. Se fossero persone oneste, i deputati calabresi, si incatenerebbero davanti alla sede del ministero della Giustizia, fin quando il problema non è risolto. Costringerebbero il ministro a mandare subito a Catanzaro almeno 4/5 nuovi PM, a dar man forte ai loro colleghi. Lo stesso potrebbero fare tutte queste associazioni che con la scusa della lotta alla mafia ci mangiano da sempre.

Potrebbero donare, come gesto di provocazione, le risorse pubbliche che sono state loro assegnate (per i soliti convegni e dibattiti), alla procura di Catanzaro. Potrebbero promuovere una mega colletta tra i calabresi onesti, come a dire: se lo stato non si fa carico di questo, ci facciamo carico noi cittadini di pagare lo stipendio ad onesti magistrati che si battono per liberare la nostra terra dalla corruzione. Ma niente si muove. Niente va oltre i proclami e le frasi di circostanza.

Noi, da parte nostra, abbiamo deciso come redazione di scrivere un forte appello al ministro Orlando con molte parolacce e parecchie jestime. Visto che con l’educazione non lo capisce, né possiamo contare sul PD locale che ha al suo interno i primi mafiosi della città (chi non lo è firmi il nostro appello, o ne produca uno suo). Proviamo a scrivere alla Iacchite’ al ministro (lo faremo tutti i giorni) chissà che non succeda qualcosa. A noi di sicuro, speriamo anche alla loro coscienza.

GdD