De Cicco, l’inconsapevole leggerezza dell’essere

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Francesco De Cicco è assessore al comune di Cosenza da poco più di anno. Le deleghe: Cura dei Quartieri Urbani e Partecipazione Decentrata; Sistema di controllo dell’Igiene Pubblica.

Deleghe che furono, prima del suo ingresso in giunta, di quel campione di Massimo Lo Gullo, uomo al servizio dei Gentile, eletto consigliere nelle amministrative del 2011 con poco meno di 400 voti nella lista del PDL. E nominato, nella più classica lottizzazione politica del potere, assessore occhiutano in quota cinghiali.

Massimo Lo Gullo
Massimo Lo Gullo

Per poi essere miseramente sbattuto fuori dalla giunta durante la prima guerra Occhiuto/Gentile. Lo Gullo, che non ha mai brillato per intraprendenza e solerzia politica, è passato alla storia come il più inutile assessore che la città di Cosenza abbia mai avuto, insieme a Martina Hauser.

Nessuno è in grado di dire in che cosa è consistita la sua azione amministrativa. Un mistero destinato a restare tale. Totalmente incapace di distinguere il Diritto dal favore: ciò che è comunità, collettività, dal giro degli amici degli amici.

Il suo concetto di comunità non va oltre i confini delineati dai suoi padroni. C’è da dire che la sua ignoranza non è poi tutta colpa sua. Infatti quel marpione di compa’ Pinuzzu, gli aveva fatto credere che fare favori agli amici fosse consentito da una Legge che recita così: “prima d’ogni altra cosa, quando amministri la cosa pubblica, vengono gli amici, e gli amici degli amici. Tutto si deve muovere in funzione dei loro interessi, e solo dopo, se ce ne rimane, si può accontentare qualche cittadino”.

Lo aveva talmente convinto, compa’ Pinuzzu, sull’esistenza di questa legge, che nel recitare la dicitura, il Lo Gullo, precisava anche i numeri: legge n.7685 del 1965, art. 14, comma 1 e 2. Un soggetto che se non fosse vero stenDerei a crederci. Mancu Jugali!

A supplire al Lo Gullo, arriva Francesco De Cicco.

Eletto anche lui consigliere con poco più di 300 voti, nella lista Popolari e Liberali, a sostegno di Occhiuto sindaco. Una lista di matrice morroniana. Francesco si sa che è di via Popilia. E’ il suo vanto. Pare che essere di via Popilia, il più popoloso e popolare quartiere di Cosenza, ti renda più furbo e scaltro degli altri.

Del resto da che mondo è mondo i quartieri popolari sono una palestra di vita. E’ in questi luoghi che presto si impara a far di necessità virtù. Saper girare a proprio “vantaggio” le avversità,   che spesso e volentieri cogliano chi ha umili origini, è vitale in determinati contesti urbani. Bisogna assimilare da subito regole e codici di darwiniana memoria. Anche se non se ne ha contezza accademica. E’ la legge della “selezione naturale”, che scatta per istinto.

Per capire alcune cose non serve necessariamente aver studiato, quando un bisogno è innato. Come “comportarsi” viene da se. Ci sono cose che conosciamo già al momento della nostra nascita. L’istinto può precedere l’esperienza. Ed è quello che è più noto in Francesco: un istinto popolare che lo guida, in ogni sua azione politica, come la cometa per i Re Magi.

Non so come fa, vista la sua scarsa conoscenza della letteratura, ad aver colto in pieno, fin dentro il suo profondo etimo, il significato della parola populista. Perché tale è: un populista di primo ordine. Non inteso nel senso comune, quello che si usa in maniera dispregiativa, ma il “narodničestvo”, appunto! Il partito del Popolo.

buca 'ntippata

Francesco sa come parlare alla gente. E sa che una buca ‘ntippata, nell’immaginario collettivo, vale più di mille convegni. Un politico innato, direi. A leggere il suo curriculum, pare non abbia mai avuto esperienze lavorative.

E’ diplomato all’istituto tecnico industriale statale “A. Monaco”. Non si direbbe che è diplomato, da come scrive. Disconosce quasi completamente grammatica e sintassi. Non distingue la congiunzione dal verbo. E non se ne preoccupa. Imparare a scrivere, evidentemente, è per lui cosa superflua. Vista la sua dotazione di istinto. Ne può fare a meno.

Il sapere, secondo lui, fa parte di quel mondo che lui spesso definisce delle KIAKKIERE. Preferisce prendere in mano pala e pico, piuttosto che aprire un libro di grammatica. E’ così che dimostra al popolo il suo valore. D’altronde, la gente, più che l’uso del congiuntivo corretto, dai politici, vuole il quartiere pulito. E se poi sa pure parlare e scrivere in italiano è meglio.

Infatti, Francesco, in quest’anno da assessore si è dato fare come un matto. A testimoniarlo sono i suoi post su Fb, ed anche i risultati: ‘ntippatu tutto u ‘ntippabile. Ha tagliato tutto il tagliabile. Sdirruzzatu tutto u sdirruzzabile.

Da questo punto di vista, imparagonabile a Lo Gullo. Ma anche a molti altri assessori che lo hanno preceduto in queste funzioni. Una attività la sua che dire frenetica è dire poco. E a differenza dei suoi colleghi di giunta, tipo Succurro e Bruno, lui, nonostante le sue scarse conoscenze accademiche, è riuscito a ritagliarsi il suo piccolo spazio politico.

occhiuto de cicco

A stuazzi e a pitazzi in quest’ultimo periodo, De Cicco, ha messo in piedi un piccolopartitodelpopolo, che avrà, piaccia o no, il suo peso nelle prossime elezioni amministrative. Può contare su tutti quelli che da ogni quartiere lo hanno chiamato e verso i quali lui è accorso. Sempre, senza distinzioni, questo va detto.

Ha gestito il suo assessorato, senza ‘mmualici, né sperperi. Ha reso merito alla dicitura del suo assessorato, svolgendo le funzioni a lui assegnate. Per me se l’è cavata. Perché in fondo, Francesco, che non smette mai di stupirmi, sa bene che tutto ciò di cui abbiamo bisogno in questa vita è un po’ di ignoranza e tanta fiducia, poi il successo è assicurato, come diceva il buon Mark Twain.

GdD