Debiti di Occhiuto, il PD ha in mano la relazione del commissario: il re è nudo

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Mario Occhiuto e Jole Santelli hanno paura.

Temono i magistrati della DDA perché, come tutti sanno, il sindaco di Cosenza è un truffatore conclamato e ha tutti i requisiti per essere messo sotto inchiesta per associazione a delinquere. Ma temono anche gli strali del ministero dell’Interno in ordine a tutte le porcherie che Occhiuto ha messo in essere per farsi pagare i suoi debiti personali dal Comune di Cosenza e quindi da noi contribuenti.

In queste ultime ore Occhiuto e la Santelli (che si crede furba ma in realtà fa solo molta pena, dalle “scivolate” sull’Isis in tivu a tutto il resto) hanno cercato in tutti i modi di far passare il messaggio che i deputati del PD avessero ritirato l’interrogazione presentata in Parlamento per chiedere l’incompatibilità e l’ineleggibilità del sindaco più cazzaro e più indebitato d’Italia.

magorno-oliverioNon ci voleva un profeta per scoprire che dicevano il falso e facevano dire il falso ai loro media di riferimento. E così hanno fatto fare un figurone a Magorno, che ha testualmente dichiarato: “… La nostra interrogazione non solo resta in piedi ma riteniamo che, alla luce dei fatti emersi, l’incompatibilità del sindaco Occhiuto sia una concreta possibilità. Attendiamo dunque la risposta da parte del Ministero dell’Interno, affinché ci sia chiarezza sulla legittimità dell’azione amministrativa del Comune di Cosenza…”. 

Magorno lo lascia solo intendere perché non lo può dire ma tutti sanno (e soprattutto Occhiuto e il suo vicesindaco) che i parlamentari del PD hanno ritirato i documenti inviati dagli uffici della Camera.
 
Il sindacato ispettivo della Camera chiede agli enti i documenti richiesti nell’interrogazione e in questo caso l’ente è il Comune di Cosenza ovvero il commissario prefettizio che ha retto Palazzo dei Bruzi dopo la decadenza di Occhiuto.
carbone copertina
I parlamentari hanno preso quei documenti e adesso preparano la replica alla risposta all’interrogazione. Tradotto in soldoni: hanno ritirato un documento importantissimo quale la famosa relazione del commissario Carbone sui debiti di Occhiuto e presto, molto presto, tutto sarà reso pubblico. 
E’ del tutto evidente che, in presenza di questo documento, il PD adesso ha presentato un’interrogazione a risposta scritta mentre quella precedente prevedeva solo una risposta orale. Insomma, i deputati si stanno organizzando e lo staff del sindaco, tanto per cambiare, è andato in ansia.
Non è un mistero che questa relazione tolga il sonno ad Occhiuto ed ai suoi compari.
Per sviare l’attenzione, come sempre, Occhiuto e Santelli hanno provato a mistificare la realtà ma il loro giochino messo in moto per far capire che il PD rinunciava a perseguire Occhiuto è miseramente fallito.
Il tentativo era quello di confondere le acque dicendo che avevano ritirato l’interrogazione ed è chiaramente fatto ad arte da Occhiuto e soprattutto dalla Santelli.
La verità è che il commissario dice che Occhiuto è incompatibile e che il Comune deve aprire un contenzioso contro di lui.
Tra poco, quando non avranno nient’altro da dire, se ne usciranno fuori con un colpo di scena straordinario: ci diranno che Occhiuto-dottor Jekyll può aprire un contenzioso contro il mister Hyde che è dentro di lui ma che è un’altra persona e quindi è un impostore diverso da… lui!
I documenti FORNITI dal sindacato ispettivo della Camera altro non sono che la relazione e le osservazioni del commissario, dunque. E fanno paura al sindaco e al suo entourage.
Arrivo di Jole Santelli alla riunione alla Camera dei gruppi del PDL, Roma, 30 settembre 2013. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
Arrivo di Jole Santelli alla riunione alla Camera dei gruppi del PDL, Roma, 30 settembre 2013. ANSA/ALESSANDRO DI MEO
La Santelli non sa che cos’è l’Isis, ma oltre ad essere massima esperta di Arcore e del dietro le quinte degli studi legali Previti e Pera, è bravissima a negare la realtà.
Prima ha detto e fatto dire ai suoi complici che l’interpellanza era stata ritirata e non ne conosceva il motivo, lasciando aperta un’autostrada ai dubbi e alle interpretazioni. Ci ha detto quindi una mezza verità che alla fine si è rivelata un clamoroso falso.
Bastava dirlo dall’inizio che l’interrogazione non era stata ritirata ma soltanto cambiata, per giunta alla luce dell’arrivo dei documenti che lei teme, e tutto si sarebbe chiarito.
Ciò non toglie che dire che è stata ritirata e fermarsi a questo, sa tanto di mistificazione della realtà. E la gente, che pure non ama per niente il PD e vorrebbe vederlo ridotto in cenere, ha capito perfettamente qual è la posta in palio.
Molto presto arriverà una risposta definitiva dal ministero dell’Interno. Ma non solo.
Il re è nudo e non sa più da chi farsi coprire.