Della libertà e sicurezza delle donne non importa niente a nessuno (di Ivana Santoro)

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di Ivana Santoro

Smettete di pensare per un attimo a chi sia il presunto stupratore, alla sua nazionalità, al suo lavoro, e soffermatevi un attimo sulle due tipologie di vittime. Solo così capirete fino in fondo le reazioni differenziate dell’opinione pubblica che per lo stupro di Rimini (la vittima è una giovane polacca di 26 anni, che era in spiaggia insieme al fidanzato, anche lui 26enne. I due sono stati aggrediti da un gruppo di almeno quattro persone straniere che hanno pestato il ragazzo e violentato lei) avrebbe ripristinato la pena di morte mentre per lo stupro di Firenze (le vittime sono due ragazze americane che hanno subito violenza da parte di due carabinieri in servizio) si mantiene garantista al meglio, al peggio si rallegra.

La risposta è solo una: un sessismo radicato che si attiva meccanicamente, inconsciamente, quando non in mala fede contaminato da pregiudizi razzisti. La differenza è nelle ragazze: la prima si trovava in pieno giorno insieme ad un suo amico. Nulla di più normale, nulla di più socialmente accettato e accettabile da parte di una giovane donna, sicuramente rassicurante.

Le seconde presunte vittime erano ubriache, uscivano da una discoteca in piena notte, erano americane da sole e lontane dalla famiglia e ciò un po’ disturba, le colpevolizza nell’immaginario collettivo, a maggior ragione se indossavano un vestitino troppo corto. Quanto sia riprovevole lo stupro nella società e per la società muta in relazione al livello di empatia che si riesce a provare per la vittima. Chi urla alla difesa delle “nostre donne” ha in mente la donna la cui condotta sia accettabile, consona come richiede il buon vecchio retaggio fascista, solo quello è stupro, compromissione della moralità.
C’è una cosa che accomuna chi in un caso voleva vendetta dura strumentalizzando le vittime per battaglie xenofobe e nell’altro dice che se la sono cercata: delle donne (non vostre, vostro è il garage, non una persona), della loro libertà e sicurezza ancora oggi non importa niente a nessuno. Ed è questo il più grande pericolo.