Democratici e Progressisti, la sceneggiata continua

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Mentre Palla Palla inciucia con Renzi prostrandosi ai suoi piedi, promettendogli fedeltà e voti alle primarie in cambio di qualche candidatura e la gestione della sanità, per meglio truffare i cittadini e mantenersi la clientela, il trio delle marionette Carbone-Aiello-Giudiceandrea continua la sceneggiata della proprietà della sigla PD. L’armata di Palla Palla è pronta a sostenere in tutto e per tutto Renzi. E soprattutto è pronta a mettere petri i punta ai principali nemici di Renzi: gli scissionisti bersaniani. Che a loro dire si sono impossessati impropriamente della loro sigla: Democratici e Progressisti.

Gli amici di merenda di ieri (Bersani, D”Alema), con i quali hanno inciuciato per anni, di colpo diventano i nemici giurati di oggi. Potere della politica. La politica del magna magna. Invece di pensare ai tanti problemi che affliggono la Calabria, il trio di marionette si impegna a scrivere alla Camera e al Senato, non per rivendicare lavoro dignità e benessere per i calabrese, ma per rivendicare una sigla.

Di seguito il comunicato:

(ANSA) – ROMA, 2 MAR – Una lettera di diffida a usare il nome “Democratici e Progressisti” è stata inviata questa mattina agli uffici di Camera e Senato dagli esponenti Pd Ernesto Carbone, Ferdinando Aiello e Giuseppe Giudiceandrea. I tre rivendicano di aver presentato la lista per il Pd in Calabria nel 2014 e perciò  il loro legale – nella lettera di cui abbiamo potuto prendere visione – invita “a modificare la denominazione del gruppo degli ex Pd “Articolo 1 – Movimento democratico e progressista” e si riserva di ricorrere in ogni sede alle autorità giudiziarie.