Depurazione: Granata e la grande bufala dell’attentato

Maximiliano Granata, presidente del Valle Crati
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Gli atti che citiamo sono tratti da un’ordinanza emessa dalla sezione Gip/Gup del Tribunale di Cosenza e firmata dal gip Salvatore Carpino.

Il presidente del Consorzio Valle Crati Maximiliano Granata, qualche giorno prima dell’apertura delle buste per la gara relativa alla gestione della depurazione nell’agglomerato Cosenza-Rende, è in ansia (per quelli che fanno parte della banda di Occhiuto, l’ansia è quasi uno status symbol!).

Ha paura che il bando di gara venga smascherato in tutte le sue palesi irregolarità e ha bisogno di una notizia eclatante che possa far capire quanto sia in pericolo per il suo lavoro disinteressato di amministratore.

 “… In data 5 maggio 2015 veniva realizzato un grave atto intimidatorio ai danni di Maximiliano Granata… – si legge nell’ordinanza della sezione Gip/Gup del Tribunale di Cosenza -. In particolare, soggetti ignoti davano alle fiamme l’autovettura Audi A6 targata+++++++, di proprietà del Granata, parcheggiata nei pressi della sua abitazione. Il mezzo, nella circostanza, riportava danni irreversibili.

I Vigili del Fuoco, prontamente intervenuti in seguito alla segnalazione dell’incendio, constatavano la matrice dolosa dell’atto, stante la presenza nei pressi dell’autovettura danneggiata dei resti di una bottiglia di plastica che emanava un forte odore di benzina.

La persona offesa, in sede di denuncia, dichiarava che il gesto era presumibilmente da ricollegare alle mansioni svolte in qualità di presidente del Consorzio e, più in particolare, riconducibile alla gara d’appalto per l’assegnazione dei lavori di ammodernamento del depuratore…”.

Gli organi inquirenti, però, dopo aver ipotizzato che la matrice dell’attentato fosse da ricondurre all’espletamento delle attività connesse alla gara d’appalto, soprattutto in considerazione del fatto che solo tre giorni dopo, l’8 maggio, doveva avvenire l’apertura ufficiale delle buste relative alle offerte presentate dalle imprese, cambiano obiettivo. Anzi, si indirizzano verso un’altra pista investigativa, comunque riconducibile alle mansioni di presidente del Consorzio esercitate da Granata.

Maximiliano-GranataInfatti, quasi come per incanto, spunta un testimone.

Si chiama Francesco Greco, non si capisce bene che lavoro faccia, come si trovi in quella zona o altro. Fatto sta che questo signore si presenta davanti alla polizia giudiziaria e dichiara di essere stato testimone oculare dell’atto intimidatorio.

Ma soprattutto “… di aver notato, la sera dell’incendio, un’autovettura Peugeot di piccola cilindrata e di colore rosso, piuttosto “malandata”, dalla quale erano scesi due uomini con una tanica di benzina. I due soggetti, poi, si erano avviati verso la strada dov’era parcheggiata l’autovettura successivamente data alle fiamme…”.

Greco però dice di non essere in grado di riconoscere i due uomini.

La netta impressione che si ricava da questa testimonianza è che a Greco sia stata imbeccata la circostanza della macchina, con tanto di aggiunta dell’aggettivo “malandata”, quasi a facilitare le indagini se non a indirizzarle in maniera diretta.

Da qui all’individuazione del presunto responsabile il passo è brevissimo.

La Peugeot di colore rosso, riconoscibile perché malandata, è di Francesco Pezzulli.

Chi legge il nostro sito sa chi è Francesco Pezzulli.

Francesco, meglio conosciuto come lo smilzo, è stato un ragazzo dal passato burrascoso, conosciuto alla cronaca locale come colui il quale riuscì ad evadere dall’aula bunker durante una delle udienze del processo Garden. Ma che da quando ha finito di pagare il suo conto con la giustizia (ormai da un bel po’ di tempo) fila dritto. Ha cinquant’anni, una moglie e una figlia e deve pensare a come mandare avanti la famiglia. Per questo non disdegna lavori pesanti. Infatti ha lavorato come manutentore stradale per molti anni.

E per circa un anno ha lavorato anche al depuratore di Coda di Volpe.

Non ci vuole molto a capire che qualcuno lo sta mettendo in mezzo. Ha un passato burrascoso, lavora al depuratore e ha l’identikit ideale per fare l’attentatore serale.

In più ha una Peugeot rossa malandata, che entrava e usciva da Coda di Volpe fino al mese di febbraio del 2015 quando Pezzulli viene licenziato.

1 – (Continua)