Depurazione, il patron Gallo torna in città: convocato in procura?

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Il patron della Geko (ex General Construction) Alfonso Gallo torna in città. Stamattina la sua presenza ci è stata già segnalata ma sui veri motivi che hanno determinato questo suo nuovo viaggio a Cosenza ci sono diverse interpretazioni.

Gallo, com’è noto, gestisce l’impianto di depurazione delle acque reflue di contrada Coda di Volpe a Rende dalla fine del 2013, dopo il dissequestro ordinato dalla procura di Cosenza. Che aveva affidato proprio alla sua azienda la gestione, di concerto con il Consorzio Valle Crati.

Alfonso Gallo
Alfonso Gallo

L’obiettivo di questo affidamento temporaneo era la gara d’appalto con fondi del CIPE che prevedeva 35 milioni di finanziamento diretto in project financing ma soprattutto i proventi della gestione del servizio di smaltimento delle acque reflue, che ammontano a circa 13 milioni all’anno. Che vanno moltiplicati per i 15 anni di validità della convenzione.

Il bando di gara è stato cucito su misura per la General Construction ma la questione è finita anche sui media accendendo più di una polemica per l’irregolarità del dispositivo. La General aveva comunque vinto la gara superando l’offerta di un’altra azienda e anche il successivo ricorso al Tar. Dal novembre dello scorso anno, tuttavia, è calato il sipario sulla questione e l’annunciata conferenza dei servizi non è stata mai indetta. Il bando, però, non risulta essere stato annullato o revocato.

La General Construction (oggi Geko) prima di cambiare denominazione, qualche giorno fa, aveva già informato i sindacati che non avrebbe potuto pagare i 34 dipendenti dell’impianto.

Aveva motivato la decisione, in particolare, “per una serie di inadempienze contrattuali che si protraggono ormai da diverso tempo e che generano criticità da parte delle amministrazioni, si trova nella spiacevole situazione di non poter garantire il versamento delle competenze dei lavoratori entro il 15 gennaio 2016”.

Gallo ha avuto modo di ribadire più volte soprattutto a Maximiliano Granata, presidente del Consorzio Valle Crati, che è tutta colpa sua. “Io pago sempre, anticipo soldi che probabilmente non vedrò mai e i Comuni si lamentano pure… E tu – rivolto sempre all’incapace – che fai?”.

Il patron napoletano è “fuori” ormai di 8 milioni e non è più disposto ad accumulare debiti.

Ma torniamo ai motivi del nuovo viaggio di Gallo. In un primo tempo si pensava che il tutto fosse legato alla verifica delle promesse di Granata su un anticipo del Comune di Cosenza da utilizzare per pagare i dipendenti. Poi si era diffusa la voce del rinvio dell’ultimatum.

Ma, secondo quanto abbiamo appreso, Gallo potrebbe essere stato addirittura convocato dalla procura della Repubblica di Cosenza, dove, come si sa, Granata (marito del giudice Lucia Marletta) è fortissimo.

Cosa si nasconde dietro questo nuovo colpo di scena?