Depurazione, una squallida partita a scacchi sulla pelle della gente

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Le vicende della depurazione cosentina stanno diventando una sorta di partita a scacchi della quale nessuno, al momento, è in grado di prevedere la conclusione.

Certo, chi sperava che l’ultimo vertice in Prefettura avesse risolto tutto, si sbagliava clamorosamente non tanto e non solo perché gli impegni che prende il sindaco di Cosenza valgono praticamente… zero, ma perché è evidente che ognuno punta ad un obiettivo e in mezzo a tutto questo si dovrebbe anche garantire un servizio essenziale alla popolazione qual è, appunto, quello della depurazione delle acque reflue.

Il rappresentante legale di GE.KO Alfonso Gallo ormai non sa più che pesci pigliare. Accredita milioni di euro che probabilmente non vedrà mai, ha sperato per anni di poter vincere una gara – quella per la depurazione cosentina -, che sembra sempre più un miraggio e ha già pubblicamente reso noto che ad oggi non riesce ad effettuare tutte le procedure necessarie alla corretta depurazione delle acque in ingresso.
Lo sanno tutti che l’impianto di Coda di Volpe a Rende non sta depurando.
Gallo ha affermato che non riesce per questioni economiche e chiaramente tecniche a eseguire né i trattamenti primari e cioè l’areazione (immissione di aria in appositi bacini allo scopo di ossidare l’idrogeno solforato) e neanche i secondari.

I “trattamenti secondari” prevedono l’ossidazione biologica (degradazione di sostanze organiche operata da batteri) a fanghi attivi; e la sedimentazione secondaria (separazione dal liquame depurato della biomassa formatasi con il trattamento biologico). Questo significa che siamo sull’orlo di un vero e proprio disastro ambientale del quale, con decenza parlando, non frega niente a nessuno.

E se Gallo punta al suo business, i nostri politicanti puntano al loro, che è quello di far di tutto per non pagare. In queste ultime ore Occhiuto prima ha nominato il suo capo di gabinetto Antonio Molinari alla guida del Consorzio Valle Crati ma poi, nel più classico del gioco delle parti, ha ricevuto in cortese rifiuto.

L’hanno capito tutti che Occhiuto punta allo scioglimento del Consorzio in modo tale che i debiti (derivanti dal mancato pagamento di ben 3 milioni di euro da parte di Cosenza) siano ripartiti come per legge a tutti i soci (cioè a tutti i comuni).

L’obiettivo, non dichiarato ma effettivo, allora, è quello di far entrare un liquidatore che, con le dovute proporzioni, caricherà tutti i debiti a tutti i comuni.

Dovrebbe comunque nascere contestualmente un nuovo ente per gestire la depurazione, che, come tutti capiscono, non può essere fermata in nessun caso. Ma con i chiari di luna che ci sono, è evidente che parliamo di cose quantomeno difficili da realizzare.

Occhiuto, dunque, smascherando il suo gioco, vuole arrivare alla nomina di un liquidatore e chissenefrega se nel frattempo la depurazione non si fa… Lui ha ben altro a cui pensare che a queste cazzate…