Deputato affiliato al clan Muto: l’omertoso silenzio del PD

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Mi rendo conto che è sabato sera d’estate e si ha voglia di stare al mare e in famiglia, ma la cosa è seria. Possibile che dopo una bomba del genere, lanciata da uno dei giornali più accreditati della Calabria, che racconta del coinvolgimento diretto di un parlamentare calabrese del PD, ovvero un deputato, nel clan Muto di Cetraro, non una parola, anche di circostanza, si sia alzata al vento?

Niente, il silenzio regna sovrano. Del resto, dopo una settimana di duro lavoro almeno il sabato e la domenica quelli del PD vogliono essere lasciati in pace. Deputati e segretari. Troppo faticoso, per Magorno, spiegare adesso, che è l’ora dell’aperitivo, che ci faceva un deputato del PD nella macchina dell’imprenditore prestanome di Muto ad intrallazzare sulla sanità. C’è sempre tempo per parlare di questi noiosi argomenti.

E poi è probabile che fino a lunedì la gente si è pure scordata di questa cosa. Giustamente ci sono cose più serie di cui parlare. C’è, ad esempio, il gravoso lavoro che Magorno e Madame Fifì stanno facendo nella commissione antimafia, e non possono perdere tempo appresso a questo deputato (che stando all’indiscrezione giornalistica potrebbe essere anche uno dei due: Magorno o Madame Fifì, insieme a gli altri due Aiello e Covello) che se la fa organicamente con la malavita di Muto.

Loro lavorano a scoprire i livelli ancora superiori della vera ‘ndrangheta invisibile, come dicono i magistrati reggini. Non hanno tempo da perdere dietro a questi pesci piccoli. Loro sono cacciatori di alto mare.

E la Stefania Covello che dice, che fa?

Si è nascosta da qualche parte per caso? Dicono che da ieri non dà notizie. Lei, la luce, il faro che illumina i cittadini sulla strada della legalità, non sente adesso il bisogno di capire chi è questo deputato del PD che si ammatassa con i malandrini? Non sente il bisogno di rassicurare i propri elettori, i cittadini che sgomenti hanno appreso questa notizia?

E Ferdinando Aiello? Da lui tutti ci aspettiamo, vista anche la provenienza politico/culturale da cui “discende”, una presa di posizione chiara e pubblica, non solo sulla sua estraneità, ma anche a livello politico.

Che dire poi del segretario Guglielmelli sempre così probo nel dispensare post su FB per ogni cosa, sul deputato del PD di Cosenza mafioso, non ha scritto un rigo. Gli si deve essere rotta la tastiera.

Insomma, nessuno del PD proferisce parola: su questo si sono chiusi in un mutismo che sa di omertà. Quella che i sodali devono per dovere di affiliazione mantenere nei confronti dell’onorata società. Bocche cucite. Come se la “notizia” non fosse mai stata pubblicata. Capiamo che è fine settimana è la notizia è arrivata all’improvviso tra capu e nuci i cuaddru, e lo sbandamento c’è stato. Ma questo non giustifica un silenzio omertoso che per non essere tale va rotto entro e non oltre lunedì.

In attesa aspettiamo di capire se il dottor Gratteri aprirà o meno un fascicolo per questa fuga di notizie avvenuta per mano di qualcuno all’interno della DDA che le ha fatte arrivare alla stampa. Che giustamente ha notiziato i suoi lettori.

GdD