Diamante, degrado alla guardia medica: le denunce del TDM

Dopo le polemiche provenienti dagli ambienti del consultorio familiare di Diamante e del distretto sanitario Tirreno, diretto da Giuliana Bernaudo, scaturite dalla denuncia del Tribunale del Malato dell’alto Tirreno cosentino sul mancato rispetto dei requisiti strutturali previsti e sulla presenza di barriere architettoniche che avrebbero dovuto evitare l’esistenza degli uffici dello stesso distretto sanitario nel luogo in cui sono posti, il Tribunale del Malato mette in rilievo altre carenze da attribuirsi all’incuria della gestione Bernaudo.

Questa volta l’attenzione si rivolge ai locali adibiti a sala d’attesa della guardia medica di Diamante; dalle foto che il TDM fornisce emerge il degrado e l’incuria in cui sono lasciati tali locali che tra umidità, vegetazione e scrostamento delle pareti sicuramente lasciano dubitare delle condizioni igieniche e sanitarie degli stessi.

20150308_170434Sulla vicenda si è espresso l’avv. Domenico Oliva referente del TDM: “È chiaro che quanto si è ascoltato nei giorni scorsi, proveniente dagli uffici interessati e da dipendenti che hanno parlato di argomenti per nulla attinenti al problema delle barriere architettoniche, è da considerarsi soltanto un maldestro tentativo di giustificare la Bernaudo e di camuffare il reale problema che è quello della impossibilità per un disabile di accedere all’ufficio del primo piano dell’ambulatorio dell’ASP.

Sentire l’affermazione che il problema è inesistente equivale a dire che le due rampe di scale che impediscono l’accesso non esistono; questo lascia ancor più perplessi nel momento in cui ad intervenire sui social network è una delle assistenti sociali, sul cui operato nessuno ha mai detto nulla, la quale avrebbe invece già dovuto segnalare al responsabile del distretto la presenza di ostacoli per la deambulazione di anziani e disabili.

Giuliana Bernaudo
Giuliana Bernaudo

In questo affannarsi di scuse e giustificazioni avanzate ripetutamente spicca la grande ma prevista assenza e inerzia della Bernaudo la quale avrebbe dovuto, come atto d’ufficio, immediatamente spostare gli uffici ASP “incriminati” al piano inferiore abbattendo realmente e istantaneamente le barriere architettoniche, per come previsto dalla legge, in attesa di eventuali provvedimenti come l’installazione di un montascale che risolvesse il problema.

Accanto al discorso consultorio familiare, però, bisogna porre l’attenzione sulle condizioni di quella che dovrebbe essere la sala d’attesa della guardia medica; le condizioni dei locali sono da terzo mondo tanto che, spesso, gli utenti preferiscono attendere il proprio turno all’aperto anche nelle giornate di cattivo tempo.

Questa è un’altra prova di quanta attenzione viene rivolta alla gestione del distretto sanitario Tirreno da parte della Bernaudo. Sicuramente a questa ulteriore denuncia seguiranno le dichiarazioni di qualche altro dipendente o responsabile che parlerà in nome e per conto della Bernaudo, magari assumendosi le responsabilità; tuttavia il direttore del distretto, responsabile di quanto accade in esso, resta senza alcun dubbio Giuliana Bernaudo. Non credo servano ulteriori commenti visto che i fatti si commentano da soli”.