Diamante, gli sposi in elicottero sul Corvino e l’imbarazzo di don Magorno e signora

Don Ernesto Magorno e la moglie vicesindaco di Diamante
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Ha rischiato di ripetersi a Diamante, centro turistico del litorale tirrenico cosentino, l’episodio accaduto nei giorni scorsi a Nicotera, dove una coppia di sposi é atterrata in elicottero nella piazza centrale del paese.

A Diamante, l’autorizzazione per l’atterraggio di un elicottero, con a bordo anche questa volta una coppia di sposi, rilasciata inizialmente dal comando della Polizia municipale con l’inevitabile assenso del primo cittadino, é stata poi revocata in prima persona dal sindaco, Gaetano Sollazzo, tempestivamente informato di quanto stava accadendo dalle forze di polizia che si sono occupate della vicenda.

Dall’attività sinergica svolta dalla Questura di Cosenza e dal Comando provinciale dei carabinieri – si afferma in un comunicato della Questura – è stato evitato un azzardato e rischioso atterraggio di un elicottero nella centrale discesa Corvino di Diamante, ove contestualmente si teneva il mercato rionale”.

eliNei prossimi giorni saranno valutate eventuali condotte omissive da parte della società proprietaria dell’elicottero e del pilota con possibili segnalazioni alle competenti Autorità, tra cui l’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile.

Ora, al netto delle informazioni ufficiali che ci vengono fornite e dal fatto che la giovane coppia non sia legata alla criminalità organizzata, nel chiaro tentativo di minimizzare il tutto, c’è da scrivere per amore della verità le cose come stanno.

diamante_500Il ragazzo-sposo, Gianluca Ritondale, è il figlio di Sergio, titolare di una ditta che ha in appalto la manutenzione elettrica del Comune e quindi è VICINO all’amministrazione comunale ed è UNICAMENTE per questo motivo che qualcuno gli aveva dato l’autorizzazione alla smargiassata paramafiosa in elicottero.

Il sindaco di Diamante, Gaetano Sollazzo, è notoriamente iscritto al PD e il suo vicesindaco è addirittura Anna Francesca Casella, la moglie del deputato “don” Ernesto Magorno, affiliato al clan Muto per sua stessa ammissione, come risulta dalle intercettazioni in possesso alla DDA di Catanzaro.

Se i carabinieri di Diamante e la questura di Cosenza si sono allertati per bloccare il teatrino, è chiaro che hanno pensato a queste infilitrazioni mafiose. E oltre a Magorno, che ormai è un mafioso conclamato, a Diamante di mafiosi ce ne sono anche (molti) altri tra i quali quelli riconducibili alla famiglia di Antonio Mandaliti, diamantese doc (in carcere per l’ultima operazione “Frontiera”) e da sempre riferimento di Magorno per i rapporti col boss Muto.

Tanto dovevamo ai nostri lettori per amor di verità.

Un fermo immagine del video nel quale sono ripresi i Muto e Mandaliti (tratto da miocomune.it)
Un fermo immagine del video nel quale sono ripresi i Muto e Mandaliti (tratto da miocomune.it)