Diamante, grandi manovre per dare il via libera alla speculazione edilizia del Palestrone

Il sindaco Sollazzo
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L’attività del giornalista (che non voglia essere un passacarte del potente di turno) è fatta di riscontri, di credibilità maturata sul campo, di collegamenti. Ebbene, non ci crederete ma in tanti stanno dando credito e fiducia alla nostra testata, svelandoci particolari e retroscena inediti.

Con l’occasione rispondiamo anche a chi si domanda chi sia l’informatore o il delatore sulle vicende di Diamamte. Ebbene, sono sempre di più le informazioni sparse che riceviamo e mettiamo in diretta connessione con le altre, da parte di un numero di persone sempre crescente e tutte informate sui fatti e, riteniamo, più che attendibili.

Fatta questa dovuta precisazione torniamo alla vicenda del Palestrone che, lo ricordavamo, scriverà una nuova pagina, forse l’ultima, salvo clamorosi colpi di scena, oggi pomeriggio in consiglio comunale.

Il Palestrone

L’assise torna a riunirsi dopo mesi (eccetto il recente Consiglio aperto sulla vicenda Porto) e dovrà affrontare ben 20 temi. Quello più scottante pare essere appunto quello del cambio di destinazione d’uso della struttura riabilitativa (il famoso Palestrone) da trasformare in appartamenti, sebbene si parli genericamente di edilizia turistico-ricettiva.

Il passaggio in Consiglio pare ormai una formalità, almeno così viene descritta, ma come si arriva ai pareri positivi ed alla presa d’atto degli stessi? Pare sia merito di una modifica del Piano Strutturale Comunale, il nuovo strumento urbanistico che dopo circa 10 anni sta per vedere la luce. Dopo la predisposizione dello stesso, tutti gli atti sono stati messi a disposizione di tecnici e cittadini per i 60 giorni successivi alla pubblicazione sul BURC al fine di prenderne visione e chiedere eventuali modifiche. A quanto pare, quindi non ci sarebbero ostacoli, se non la necessità di attendere la definitiva entrata in vigore che non dovrebbe comunque arrivare prima di sei mesi.

A volte però la forma non basta a giustificare delle scelte che sono tutte di natura politica e quella in questione appare come la madre di tutte le scelte politiche atteso che determinò il ribaltone del 2004 e la caduta della Giunta Caselli3 nel settembre 2006.

I forti contrasti alla Variante al P.R.G. che mediante l’aumento dei vincoli d’inedificabilità avrebbero impedito l’edificazione del Palestrone sulla scogliera di Cirella provocarono l’estromissione del gruppo di consiglieri facenti capo all’attuale sindaco Sollazzo.

A questo punto viene da chiedersi: come mai su questa vicenda Sollazzo ha cambiato opinione? La minaccia della crisi che manderebbe il Comune ad elezioni anticipate ha certamente il suo peso, ma c’è anche l’amico Presidente del Consiglio Bernardo Riente da salvare e tutelare, così scompare anche una parte della strada panoramica che non verrà più realizzata, altrimenti il piano dell’edificio acquistato da Riente resterebbe sommerso e di scarso valore.

C’è un passaggio di tutta la vicenda che non va sottovalutato. Al ribaltone del 2004 aderiscono anche i tre consiglieri del gruppo “La svolta” formato da Don Magorno, e dai dottori Sticozzi e Maiolino. Quest’ultimo in Commissione Edilizia esprimerà parere favorevole alla Variante, salvo poi capeggiare la diaspora del gruppo di cui faceva parte in Consiglio, al momento del voto sulla Variante. Questa passò, ma poiché fu approvata senza il numero legale e senza che il segretario comunale facesse notare la cosa (erano tutti d’accordo?), la deliberazione fu impugnata al TAR e Giampiero Surace, titolare della concessione edilizia, la spuntò.

Di tutta la vicenda si occupò anche la DDA di Catanzaro e il dott. Facciolla torchiò per giorni vari amministratori per chiedere conto dei loro comportamenti in Consiglio e in Commissione.

Il clima da allora non è migliorato. E’ costante l’andirivieni di forze dell’ordine dall’Ufficio Tecnico Comunale, tant’è che iniziano a lamentarsi ormai anche i professionisti, i quali quotidianamente si vedono sorpassati da attività d’indagine e le loro pratiche giacciono per mesi. Ciò che non si capisce, però, è come mai queste attività finora non abbiano ancora prodotto nulla. Quali commistioni fra politiica, magistratura, massoneria e malaffare di vario genere reggono le sorti del fortino di Gioiello? Speriamo di scoprirlo quanto prima.

In conclusione un breve passaggio sui numeri: la maggioranza dei favorevoli appare certa e anche i consiglieri di opposizione non incompatibili saranno presenti, visto il rientro dagli States della consigliera Amoroso.

A questo punto viene da chiedersi: ci sarà voto unanime o qualcuno avrà un sussulto di dignità e proverà a mettersi di traverso all’ennesima speculazione edilizia?

I consiglieri di Diamante Migliore si sono tirati fuori dalle beghe che hanno caratterizzato la vicenda Porto, in quanto non erano in politica nell’87 e nel ’99, quando furono fatte le scelte politiche da loro contestate, ma sulla vicenda del Palestrone, quando le generazioni future chiederanno conto anche a loro di aver consentito di portare a termine l’opera che deturpa la scogliera, non potranno dire di non avere responsabilità se nulla avranno eccepito.