Diga di Tarsia, nasce un Comitato di tutela: “Provincia indecente”

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E’ nato nei giorni scorsi il Comitato tutela della “Diga di Tarsia”composto da imprenditori, commercianti e cittadini interessati dalla strada provinciale ex 106 che da Cantinella arriva alla storica località Ferramonti.

Il comitato è presieduto da Antonio Schettini eletto presidente all’unanimità, imprenditore e commerciante nel comune di San Demetrio Corone. Dell’ufficio di presidenza fanno parte due imprenditori, Santo Perri e Roberto Siviglia e nei prossimi giorni sarà allargato anche a cittadini e attori sociali del territorio.

Il comitato è sorto spontaneamente inizialmente come strumento di protesta per la chiusura della suddetta strada da ben cinque anni, strada tra l’altro interdetta ai mezzi pesanti a causa di un ponte pericolante.

La chiusura della strada ha reso difficoltosi i collegamenti con l’autostrada creando non pochi disagi alla popolazione che è, anche, stata privata, a causa del ponte pericolante, del trasporto pubblico vista l’inibizione ai mezzi pesanti.

In qualche caso, ciò, ha anche causato dispersione scolastica poiché non c’erano più mezzi pubblici che potessero portare i ragazzi a scuola complice la chiusura a una sola carreggiata del ponte che attraversa il fiume Crati nei pressi di Terranova da Sibari, che ha visto anche in questo caso il mancato passaggio dell’autobus di una nota compagnia di autolinee che da Terranova da Sibari arrivava a Corigliano.

Inoltre la chiusura della strada ha messo in ginocchio un’intera area che dall’interno si spinge fino alla piana di Sibari. Imprese che chiudono, attività commerciali che sospendono la licenza in attesa della riapertura della strada, piccoli agricoltori in ginocchio che non riescono più a vendere i loro prodotti a “Chilometro zero”.

Lascia perplessi, dopo cinque anni, l’ufficializzazione in pompa magna dell’inaugurazione dell’apertura di un breve tratto della suddetta strada. Strada che nonostante vedrà la partecipazione della Provincia di Cosenza tirata a lucido, resta inibita ai mezzi pesanti visto che, chi ha programmato l’ammodernamento, anziché occuparsi del ponte pericolante come priorità, prevede la costruzione e l’apertura di un nuovo ponte, come ultimo tratto da completare. Tipico esempio, verrebbe da pensare, chi vorrebbe costruire una casa partendo dal tetto.

Il comitato, ritiene vergognosa la pubblicizzazione della riapertura provvisoria come se fosse un evento storico e degno di nota. Il tutto, appare come un semplice stratagemma teso a evitare di ammettere responsabilità diffuse nei ritardi e nella mancata programmazione dei lavori secondo quel principio della “Diligenza del buon padre di famiglia” tanto caro al diritto. La strada, infatti, se collegata al nuovo ponte sarebbe stata di nuovo regolarmente percorribile e avrebbe visto la re-istituzione delle linee del trasporto pubblico.

“Consideriamo indecente il comportamento della Provincia – scrive il Comitato – e riteniamo sin da oggi di chiedere, per il prosieguo dei lavori, oltre a una doverosa celerità, di non chiudere la strada nelle ore di luce e favorendo lavori notturni di modo che un vastissimo territorio comprendente i comuni di Tarsia, Santa Sofia d’Epiro, Terranova da Sibari, San Demetrio Corone e Corigliano Calabro (e le sue attività commerciali) non resti isolato dalla A3 e tagliato fuori dal “traffico” che rappresenta una delle più importanti risorse del territorio.”