Dirigenti a Palazzo dei Bruzi, Orsomarso piazza i suoi “delfini”?

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E’ ormai prossima la pubblicazione del bando per i cinque dirigenti a tempo determinato che dovranno essere assunti dall’amministrazione comunale di Cosenza.

Dovrebbe essere pubblicato entro fine settimana. Uno dei dirigenti, quello dell’Ufficio del piano, com’è noto, è stato già nominato e si tratta dell’ingegnere Francesco Converso, che aveva già beneficiato di parecchi incarichi di Occhiuto nel corso dei suoi primi cinque anni di “Grande Bellezza” (si fa per dire) beffando sul filo di lana un altro occhiutiano doc ovvero Benito Canetti. Che dovrà accontentarsi di altri incarichi costruiti su misura che non mancheranno.
I boatos sui nomi sono sempre gli stessi e sarebbe assai grave se dovessimo aspettare la pubblicazione di un bando per poi accorgerci che vengono scelti i clienti preferiti di Fausto Orsomarso, noto fiancheggiatore di Occhiuto e noto sodale di Scopelliti e dei suoi amici mafiosi Caridi e Sarra. 
I “ragazzi” indicati da Fausto Orsomarso sono Pietro Manna e Raffaele Rio, che hanno in comune con lui la stessa origine destrorsa e l’inclinazione innata all’intrallazzo.
Al terzo posto, Anna Cipparrone, che non è però in quota Orsomarso.
Certo, aspettare un bando per poi vedersi davanti questi nomi non sarebbe affatto bello, mettendoci nei panni dei professionisti con tanto di requisiti che hanno presentato domanda.
Occhiuto non ha grandissimi nomi tra i suoi aficionados (tanto che Orsomarso si sta insinuando con i suoi soliti metodi viscidi) e i criteri dovrebbero essere abbastanza stringenti.
vignaL’assessore al ramo, com’è noto, è Luciano Vigna, il vicesindaco di Occhiuto oggi scalzato da Jole Santelli ma rimasto comunque con le mani in pasta al Bilancio. Vigna è un altro fedelissimo di Orsomarso e anche lui è incline per natura all’intrallazzo, tanto che finanche la procura di Cosenza (ovvero il porto delle nebbie) lo ha condannato in primo grado per la bancarotta di Tesi, la società informatica foraggiata da Madame Fifì.
Se Orsomarso (e Vigna) dovessero riuscire a portarsi Manna e Rio al Comune ricostituirebbero davvero una bella combriccola di “fasci intrallazzini” che si sposerebbe alla perfezione con le “buone pratiche” (si fa sempre per dire) di Occhiuto e della sua dolce Jole.
D’altra parte, i dirigenti interni sono ormai pochi: Pecoraro e Dattis (che hanno firmato l’impossibile e hanno commesso reati di tutti i generi per conto di Occhiuto) andranno in pensione quest’anno, entro il 2018 se ne andranno anche la Molezzi e la Mossuto. E questa carenza giustifica il ricorso all’esterno da parte di Occhiuto.
Non resta che aspettare il bando e poi i “vincitori”.
Noi speriamo tanto di non avere ragione. Se avessimo azzeccato i vincitori, infatti, non c’è dubbio che i primi a pagarne le conseguenze saremmo noi contribuenti.