Discarica di Celico, la Regione continua a prendere in giro i cittadini presilani

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Quanto è emerso ieri dall’incontro avvenuto a Catanzaro, a cui oltre al Comitato Ambientale Presilano, hanno preso parte i sindaci della Presila, un consigliere regionale, i tecnici responsabili del Dipartimento ambiente, e un cospicuo e ingiustificabile spiegamento di forze dell’ordine, ci lascia con l’amaro in bocca.

Non c’è alcuna volontà politica che spinge verso la chiusura dell’impianto di Celico, seppur rilevanti sono le illegalità messe in evidenza e le situazioni di criticità di una zona già pesantemente inquinata.
L’ennesima assenza del presidente Oliverio, è solo una conferma, mentre la controparte tecnica ha impugnato le illegalità tecniche da noi esposte, definendole marginali rispetto ad un possibile annullamento o revoca dell’AIA.
In sintesi, l’iter valutativo per l’eventuale ritiro dell’AIA non si è svolto nelle modalità indicate, come da accordi presi nell’incontro dello scorso ottobre.
Le oltre ottomila firme dei cittadini presilani sono state calpestate.
La discarica rimane chiusa ai conferimenti di RSU ma è operativa e funzionante per i rifiuti dei privati, industriali e non, con tutte le conseguenze del caso.
Ci sarà un ulteriore incontro di natura tecnica, che a meno di ripensamenti, si terrà tra dieci giorni, dove faremo le nostre contro deduzioni tecniche.
Al di là di inerzie di natura tecnica, a margine di questa giornata, appare evidente che solo una ferma e coraggiosa azione politica potrà mettere la parola fine a questa devastazione.
Il nostro compito sarà costringere chi di dovere a scegliere la salute della popolazione, la tutela dell’ambiente e un futuro degno di essere vissuto per tutti noi.
Nulla è irrevocabile, volere è potere.
Restiamo fermamente convinti che vada immediatamente ritirata L’AIA a quello scempio ambientale che è la discarica di Celico.

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