Ditte amiche, la procura di Cosenza acquisisce le dichiarazioni di Foggetti

Adolfo Foggetti
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Sono state rese note le motivazioni della sentenza del processo “Nuova famiglia”, quello che è costato l’ergastolo a Maurizio Rango e parecchi anni di galera complessivi per gli uomini del clan degli zingari.

L’aspetto più interessante dalla lettura delle motivazioni riguarda senza dubbio la considerazione e l’attendibilità che si sono date alle dichiarazioni del pentito Adolfo Foggetti, sul cui profilo il giudice Tiziana Macrì spende più di una parola.

Adolfo Foggetti, come ben si sa, è il pentito che ha rivelato ai magistrati i rapporti tra ‘ndrangheta e politica nel Cosentino. I suoi verbali sono stati fondamentali per costruire l’impianto accusatorio di “Sistema Rende”, l’inchiesta dalla quale si dipana tutto il marcio della Cosenza corrotta e che ancora non è stata conclusa dalla DDA.

E sembra ormai certo che  le dichiarazioni di Adolfo Foggetti sono finite, anche, nei fascicoli dell’inchiesta della Procura di Cosenza che cerca di fare luce sull’affidamento dei lavori da parte di Palazzo dei Bruzi alle presunte ditte amiche.

Le rivelazioni di Adolfo Foggetti assumono “massimo rilievo” perché “il collaboratore di giustizia ha vissuto con continuità, da un osservatorio privilegiato”, gli avvenimenti che ha riferito agli inquirenti. E, pertanto, le sue dichiarazioni vanno considerate “assolutamente affidabili e di per sé sufficienti a dimostrare che il gruppo attualmente retto da Rango presenta i connotati tipici di un’organizzazione a delinquere di stampo mafioso”.

Per i giudici catanzaresi, Adolfo Foggetti è senza alcun dubbio “una fonte probatoria qualificata”.

Questo lascia ben sperare anche per le inchieste sulla politica. L’operazione “Sistema Rende” risale al 23 marzo, l’insediamento del procuratore Gratteri al 16 maggio. I tempi ci dicono che potrebbe essere un’estate molto calda.