Docenti non assunti scrivono a Renzi: “Con la Buona Scuola resteremo precari per anni”

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Cresce giornalmente la rabbia e la frustrazione dei docenti calabresi non assunti che, (come abbiamo scritto già nel precedente articolo) vedono sempre più incerto il loro futuro lavorativo.

Esasperati scrivono una lettera al premier Renzi, in cui sottolineano la loro situazione di precariato.

“Caro Premier, hai ragione tu. Per anni le istituzioni hanno permesso che si creasse il precariato tra noi docenti, con varie formule, graduatorie come contenitori dentro cui riporci, concorsi distanti anni luce l’uno dall’altro, sbarramenti, chiusure, oppressione, ansie, paure e stipendi da miseria.

Non credo tu possa conoscere a fondo la rabbia e la frustrazione che tutto ciò ha provocato in molti docenti. Attendere convocazioni per una supplenza, aspettando le graduatorie che prima escono, poi non escono, con ritardi su ritardi, come un rito umiliante e angoscioso.

Le cose finalmente sono cambiate! Su questo, nessuno può darti torto. Almeno tu, uno scossone alla scuola lo hai dato. Non è facile rimediare ad anni e anni di immobilità pensando di risolvere tutto in pochissimo tempo.

Dunque con la Buona Scuola, hai messo più soldi nell’educazione, più soldi per i professori, più professori per i nostri figli.

Per tanti docenti infatti è arrivato finalmente il ruolo.

Hai potenziato le scuole, in modo tale che non si venissero a creare classi pollaio (come quella vista proprio quest’anno in una classe sarda con 34 alunni). Hai consegnato ai docenti in ruolo il bonus da 500 euro (dimenticandoti gli stipendi ai supplenti precari, fuori regione, ad affitto, magari con famiglie monoreddito).

Grazie tante Stato, per averci formato, attraverso prove selettive e durissime, con spese non indifferenti, dovendo lasciare anche l’occupazione, per poter seguire lezioni, fare il tirocinio, sostenere ancora esami, il tutto per diventare professori.

Infatti con il TFA, caro Premier, ci hai attribuito il diritto di diventare insegnanti. Ma poi, ci hai lasciato nel limbo, offrendoci come magra consolazione, un concorso ad uso esclusivo degli abilitati.

Noi, anche con la Buona Scuola, resteremo per anni, qualcuno per più di un decennio, precari, ostaggi di convocazione, graduatorie, punti da conquistare con discutibili procedure a cui tu stesso Stato hai dato il via libera.

Probabilmente, se ti fossi ricordato di noi, le tue scelte sarebbero state molto più eque e sacrosante. Oggi no, domani…forse!”

Inviata da “Giovane docente calabrese, abilitato con TFA II ciclo”