E ora le “alliccate” di cemento verde provocano anche danni ai cittadini

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Le finte piste ciclabili di cui vi abbiamo già parlato a lungo, considerate da noi solo delle “alliccate” di cemento verde, non solo non hanno alcuna utilità ma sono pericolose per gli stessi cittadini. (http://www.iacchite.com/alliccate-di-cemento-e-piste-ciclabili-truffa-continua/ e http://www.iacchite.com/giulia-le-piste-ciclabili-e-il-silenzio-bianco/)

Con l’arrivo delle piogge e dell’inverno, le alliccate mietono continuamente “vittime”; ogni volta da quando sono state “pittate” puntualmente i cittadini vi scivolano, con conseguenze spesso anche gravi. Se aggiungiamo le foglie degli alberi, la caduta è assicurata.

Lo scorso sabato è toccato alla signora M.V. che scrive: “sabato sono andata a fare la spesa in via Alimena ad un supermercato e sono scivolata sulla sdrucciolevolissima pista ciclabile (con testimoni che possono confermare quello che dico) mi sono fratturata il polso, frattura scomposta. Ora voglio chiedere al nostro sindaco: vi rendete conto che, quando piove, questi percorsi diventano disastrosi per noi cittadini perchè sono molto scivolosi? Quindi, vi prego caldamente di prendere i dovuti provvedimenti perché non sono la sola che ha subito danni…poi a vantarvi sulle prodezze ci siete sempre.

Le alliccate non solo non servono ai ciclisti che difficilmente riescono a percorrerle (vedi il caso della stessa assessore Fresca che effettuando un test di ciclabilità urbana lo scorso settembre, più volte, date le continue interruzioni di pista, è dovuta scendere dalla bicicletta) ma provocano per giunta incidenti ai cittadini che continuamente scivolano percorrendole.

Sì, perché giustamente sono poste sul marciapiede, senza alcuna segnaletica e a volte lo invadono per intero, quindi il pedone ci cammina sopra. Dunque, che utilità hanno?

La risposta è scontata e le nostre considerazioni in merito le abbiamo già espresse. Non solo vi è in gioco la truffa, ma anche l’incolumità dei cittadini. Raccomandiamo, perciò, continua prudenza a chi s’imbatte nelle alliccate di cemento verde.

Valentina Mollica