Ecco il programma di Occhiuto: sempre le stesse chiacchiere

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Caro Mario. vengo a te con questa mia a dirti che spero tu stia bene come lo stesso posso dirti di me.

Ti scrivo per ringraziarti ancora una volta del tuo apporto sincero, in termine di idee, per la città. Sono anni oramai che ci racconti cazzate, e anche questa volta non ti sei smentito.

La pubblicazione del tuo “nuovo” programma per la città, dopo aver fatto sparire accuratamente il vecchio programma del 2011 (lo trovate nel nostro sito sotto la voce le chiacchiere di Occhiuto in ben dieci puntate), è l’ennesimo tentativo di nascondere con le parole e le immagini quello che realmente sei: un imbroglione della peggiore specie.

Un mistificatore, parola a te cara. Un truffatore di alto livello. E tutte queste tue qualità sono confermate, per chi non ci crede, proprio nelle pagine di questo tuo ennesimo tentativo di frode ai danni dei cittadini. Non fai altro che ripetere le stesse cose, pensando che la suggestione prevalga sulla realtà.

Ma questo succede solo a noi consumatori di droghe leggere, di cedere alle suggestioni, non ai cittadini sobri che possono confrontare lo stato delle cose, nell’intera città, con le tue chiacchiere. Blateri di una città che esiste solo nella tua testa, botteghe qua, musei là, welfare sotto, piazze di lato, e le immancabili luminarie.

Senza farti mancare ovviamente, per te che ci tieni tanto le parolina magica: la trasparenza. Quella che non hai mai avuto. Un programma, quello pubblicato, che più che una idea messa nera su bianco, è una galleria fotografica. Le foto che dovrebbero rappresentare ilo tuo album amministrativo, ma che per noi rappresentano oltre al danno la beffa.

Tutti sono a conoscenza delle condizioni materiali e sociali della città. Le botteghe, ad esempio che tu vanti di aver aperto nella città vecchia, sono durate quando nu cirogenu. E’ sotto gli occhi di tutti Corso Telesio, deserto e abbandonato. Come tutta la città vecchia che crolla a pezzi. Solo qualche caggio può crederci alle tue chiacchiere.

Eppure tu pensi che pubblicando qualche fotografia ritoccata con Photoshop la gente si faccia abbagliare di nuovo. Può darsi che qualcuno ci creda. Noi siamo per la piena e totale libertà di espressione. Anche quella di chi nega ogni evidenza. Di chi pensa ad Occhiuto come l’unico possibile. E ci sta, fin quando l’operato di Occhiuto non coinvolge negativamente la comunità.

Quando ciò avviene, e con Occhiuto è una prassi, diventa nostro dovere informare la gente sul pericolo che corre. Perché non possiamo permettere che la solita lobby si arricchisca ancora sulle spalle di chi ha veramente bisogno. Non possiamo più permettere che le casse comunali vengano sistematicamente saccheggiate sempre dagli stessi, nella totale impunità.

Ognuno è libero di vantare Occhiuto come vuole, se questi (Occhiuto) non maneggia guagna di tutti, perché se ciò avviene, la sola vanteria non basta: bisogna verificare ogni cosa, perché il problema è di tutti. E guarda caso quando Occhiuto è chiamato a rispondere nel merito delle accuse di ladrocinio svicola, fa ricchia i mercanti. Altrimenti carte alla mano sarebbe venuto nella nostra redazione, lo abbiamo invitato tante volte, e ci avrebbe clamorosamente smentiti.

Ma si guarda bene dal farlo, adducendo motivazioni che neanche all’asilo, tipo: antipatia, astio, terrorista e cazzate simili. Come se la verità avesse una connotazione politica o estetica, o caratteriale. Se sei tranquillo e sai i fatti tuoi viene e rispondi.

Ed è in virtù di questo essere nostro malgrado coinvolti nelle ruberie di Occhiuto che ci sentiamo in diritto/dovere di continuare a chiedergli conto delle sue malefatte. Perchè per noi, prima che ai suoi debiti, ogni risorsa utile va destinata a chi è rimasto indietro, a chi non ce la fa a tirare avanti. Alle madri. Agli asili. Alle mense. All’assistenza agli anziani, ai diversamente abili. A chi è senza lavoro. Ai servizi seri ed efficienti per i cittadini.

Tutte cose che ovviamente non portano guagna, ed è perciò che nel tuo programma, al di là delle solite frasi di rito e chiacchiere varie, non ci sono. Queste cose, come tutte le altre, a te piace solo enunciarle, per far abboccare qualche caggio, di realizzarle veramente non te ne frega niente. Caro Mario, parliamoci chiaro, non hai fatto niente prima e non farai niente dopo. Anche perché, e per nostra fortuna, la Giustizia questa volta farà il suo corso: per te, Mario, è garantito che non ci sarà un dopo. Amministrativamente, parlando.

Non corriamo pericoli, questa volta. Ed è per questo che prendiamo questa tua nuova pubblicazione come l’ennesima barzelletta. Un ultimo disperato, patetico tentativo di dar di te l’immagine di una persona normale che è l’esatto contrario di quello che fai realmente nella tua vita. Professionale e politica, si intende.

GdD